di Massimo Boccucci
New York si è tinta un po’ d’azzurro, scoprendo il fenomeno della maratona Yeman Crippa, che si è piazzato al secondo posto a soli 13 secondi dal vincitore, dal quale si è staccato negli ultimi 900 metri dopo aver animato alla grande la corsa fin dal primo chilometro, distruggendo atleti quotatissimi come il keniano Benson Kipruto, che ha un personale di oltre due minuti inferiore a quello del trentino di origine etiope delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato.
Un fenomeno della maratona, per una volta europeo e bianco, è anche Andreas Almgren, ingegnere svedese di 31 anni, che ha vinto al debutto la Maratona di New York, la più importante al mondo, distruggendo la concorrenza africana e chiudendo in un eccellente 2 ore 6 minuti e 01.
Per Crippa un grandissimo exploit, dopo due anni di risultati controversi ma anche dopo il successo alla maratona di Parigi di aprile, realizzando il miglior tempo della storia per un azzurro sul durissimo percorso americano e la sua seconda prestazione di sempre.
Gara pazzesca la numero 55. Crippa e Almgren si sono trovati soli subito dopo i 40 chilometri quando Benson Kipruto, poi superato allo sprint dal ventenne del Lesotho Kamohelo Mofolo, ha mollato.
Erano 16 anni che a New York non vinceva un atleta non africano. Quello di Crippa è stato invece il miglior piazzamento di un italiano alla Maratona di New York negli ultimi trent’anni, con l’ultimo a vincere che è stato Giacomo Leone nel 1996.