IL CASO
GUBBIO «Esco da Gubbio Civica e rimetto il mandato nelle mani del sindaco»: le parole di Filippo Farneti, assessore al Bilancio della Giunta Fiorucci, hanno fatto parecchio rumore ieri mattina in consiglio comunale dopo l’approvazione del bilancio consolidato 2025 e della variazione al bilancio pluriennale 2026-2028 con 10 voti a favore, 3 astenuti (Forza Italia della coalizione) e 7 contrari, e dopo l’adesione sempre a maggioranza dell’aumento di capitale di Sase Spa che gestisce l’aeroporto di Sant’Egidio tra le assenze pesanti di Robert Satiri, Nancy Latini e Alessio Nicchi. Farneti ha poi abbandonato i lavori, che si erano aperti in un clima teso e senza nessun membro della giunta. Vittorio Fiorucci spera che Farneti ci ripensi: «Lui ha manifestato più volte del disagio, come chi è già uscito da Gubbio Civica che ha ripudiato più volte l’assessore nel dissenso interno. Non me l’aspettavo in consiglio. È un uomo di punta, il suo operato non è in discussione, le deleghe le dà il sindaco». Fiorucci ha sfidato tutta l’aula, compreso il presidente dell’assemblea, Mattia Martinelli (Gubbio Civica), prima che i lavori fossero interrotti, come già mercoledì, per mancanza del numero legale. «Non ci sto – ha tuonato il sindaco – a perdere tempo in questa stanza per fare una politica bieca. Ho visto delle cose politicamente allucinanti. Bisogna abbassare i toni, io rispetto un mandato elettorale, non sto qui a fare il bucciotto, non faccio il servo a nessuno e non prendo lezioni da nessuno. Non sto al servizio di una politica che non fa il bene di questa città. Il numero legale lo ha fatto cadere anche la minoranza». L’aria è pesantissima e chissà se da commissariamento del Comune a metà mandato.
Massimo Boccucci