Corriere dello Sport-Stadio 30 ottobre 2026

di Massimo Boccucci

Il momento è delicato al Sassuolo, dopo tre sconfitte di fila e un punto nelle ultime cinque giornate aspettando la Fiorentina lunedì al Mapei Stadium-Città del Tricolore. Prevale la voglia di reagire e d’identità. Esce allo scoperto Sebastiano Esposito, che a Sassuolo Channel si presenta lanciando messaggi positivi: «A oggi sono nel posto dove voglio essere, questa realtà mi è sempre piaciuta. Una piazza ideale per crescere, per consacrarmi in Serie A, per conquistare anche la Nazionale». L’obiettivo azzurro è stato raggiunto velocemente dal ventiquattrenne attaccante. Le difficoltà ci sono e non spaventano, anche perché di Alberto Aquilani pensa tutto il bene possibile: «È una persona vera, schietta, molto simpatica».

COSA MANCA. Col Sassuolo sa cosa va evitato: «Siamo stati un po’ altalenanti, un po’ discontinui. Abbiamo delle potenzialità enormi». Il suo percorso è stato attraversato pure dalle turbolenze, come il congedo da Cagliari e un mercato che in estate doveva dargli la nuova dimensione. L’accompagna una convinzione, fin da ragazzino: «Non mi appesantisce il momento importante che sto vivendo». Poi, quel che veniva detto e che non ha mai dimenticato: «In Italia avevo l’etichetta del bad boy, del cattivo ragazzo che non sapeva comportarsi. Su alcune cose avevano anche ragione». Anche per questo ha deciso di andare all’estero, ricordando le esperienze con Basilea e Anderlecht. Si accende quando parla di Mimmo Berardi: «Lui è il capitano, la storia di questo club, il primo a lavorare, a spingere in allenamento, un riferimento per i più giovani». Come a dire, nessuno può avere alibi davanti a uno come Berardi che continua ad allenarsi con quella intensità dopo tutto ciò che ha fatto con il Sassuolo.

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