di Massimo Boccucci
Nel repertorio dell’Inter mancavano due autoreti in tre minuti per vincere una partita e due gol annullati agli avversari, più una traversa, com’è accaduto ieri sera al Penzo dove al Venezia è andato tutto storto. I nerazzurri, com’era prevedibile, hanno risposto di mercoledì a Lazio e Roma vincenti di martedì. Il testacoda ha premiato Chivu nel secondo tempo, quando ancora una volta i cambi e gli episodi hanno girato, mandando avanti l’Inter imbattuta. Invece Davide Nicola, tra i rimpianti e al netto delle differenze tecniche, è rimasto aggrappato all’unica vittoria dei lagunari, ottenuta contro il Napoli non appena arrivato, tra tutte sconfitte.
I fischi impietosi a San Siro hanno salutato la prima sconfitta in campionato di Amorim che col Milan ha ceduto al Bologna per 4-2 nonostante la vena del giovane Cisse a segno due volte. Ha fatto scalpore la tripletta di Mbangula. Prima di lui c’era riuscito soltanto Batistuta, in Milan-Fiorentina del 26 settembre 1998. Questo ragazzo è stato lasciato andar via troppo presto dalla Juve, ricordando che nell’estate 2025 il club bianconero ha ceduto il belga a titolo definitivo al Werder Brema per 10 milioni di euro, pagabili in quattro esercizi, più 2 di bonus. Un addio maturato dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili e aver debuttato in prima squadra, con la quale Mbangula è sceso in campo 32 volte nella stagione 2024-2025 e ha segnato 4 gol, con Thiago Motta prima e Tudor poi. Il capolavoro di Palladino è aver rigenerato il Bologna e il ventiduenne attaccante.
Il Milan scivolato al quinto posto, scavalcato dal Como, sa di essere già al bivio nel presentarsi al derby di sabato sera per non infilarsi nello stesso vicolo dov’è finita la Juve. Le due escluse dalla Champions in corso, lo sono al momento anche in prospettiva. E la Juve vista a Genova è quella che è ripiombata nella crisi con 3 sconfitte, 11 punti dalla testa della classifica e 6 dal quarto posto. Bianconeri raggiunti nella grigia classifica dal Napoli, che domenica sera affronteranno allo Stadium nella sfida tra chi sta peggio per provare a stare un po’ meglio.
Spalletti e Allegri sono costretti a starsene nel limbo della Serie A talmente scadente e umiliata anche dal crollo degli ascolti in tv da non trovare un posto dignitoso neppure per due vecchie volpi come loro due. I 2 gol incassati a Marassi hanno fatto riemergere tutte le contraddizioni di Spalletti, confermato a Torino nonostante il fallimento della passata stagione e che Carnevali arrivando si è ritrovato come un pacco di Affari Tuoi da non poter cambiare.