di Massimo Boccucci
La domenica delle milanesi, tra l’Inter che rimonta con i brividi la Fiorentina a San Siro e torna in testa alla classifica, riprendendo la Lazio che l’aveva staccata battendo sabato il Parma, e il Milan che passa facile a Udine ritrovandosi in campionato dopo la figuraccia nella trasferta inglese in Europa League. Con questi due successi le milanesi entreranno nel turno infrasettimanale, rispettivamente a Venezia e col Bologna al Meazza.
Chivu ama le cose complicate, che in Champions per ora non gli riescono granché, vista l’unica vittoria soffertissima con lo Shakhtar Donetsk, mentre in campionato, per un verso o per l’altro, i nerazzurri piazzano a tavola, nell’ora del pranzo, il quinto ribaltone della serie pareggiando al 90’ e giovandosi di un rigore a tempo scaduto, sotto gli occhi del commissario tecnico azzurro Roberto Mancini presente in tribuna.
Il tecnico ne cambia cinque rispetto alla serata europea e fa esordire Provedel in porta, rilanciando in attacco uno spento Pio Esposito insieme a Thuram. La Viola dopo un’ora cambia la storia con Jimenez che avanza senza che nessuno lo fermi e da lontano prende la mira spiazzando il portiere. Partono gli assalti e la storia stavolta la riscrive l’Inter che ne viene a capo, dopo aver reclamato un rigore e averlo trovato nel lunghissimo recupero lasciando Vanoli con la terza sconfitta consecutiva e una classifica da profondo rosso.
Il Milan si mette alle spalle l’Europa segnando due gol a Udine, con Pulisic al ritorno da titolare e subito a segno, così come brinda al suo primo gol Hutchinson alla prima da titolare. Amorim viaggia imbattuto e in un colpo solo torna in zona Champions e aggancia la Roma con una prova convincente, per quanto davanti ci fosse l’Udinese in caduta libera con 6 sconfitte consecutive per 15 reti subite e la panchina di Runjaic ormai sempre più vicina al capolinea.
La domenica è quella buona anche per la Juve che riprende fiato a Lecce, con il 2-0 che Spalletti cercava per allontanare i fantasmi e trovare un po’ di pace nell’ambiente che invoca Conte o altri pur di non vederlo più sulla panchina bianconera.
Douglas Luiz si prende per una volta il palco tutto per sé, tra l’assist su punizione per McKennie che la sblocca e un rasoterra in diagonale dal limite dell’area che la chiude. La Juve torna così a vincere in Serie A spezzando il digiuno dopo 35 giorni. Se è stata vera gloria lo sapremo mercoledì sera a Marassi contro il Genoa rilanciato dalla vittoria col Venezia, nella domenica del pirotecnico 4-4 del Frosinone rivelazione di Alvini a Bergamo contro Sarri specialista in alti e bassi.