di Massimo Boccucci
Kimi Antonelli prepara la festa, che in fondo ha aperto già nel fine settimana ad Austin dove ha vinto, pregustando il trionfo al Mondiale di questo campionato di Formula Uno dominato come un veterano e non un ventenne.
I conti si tireranno nel prossimo fine settimana a Città del Messico, dove al giovane pilota della Mercedes basterà guadagnare due punti su George Russell e un punto su Lewis Hamilton per diventare il più giovane iridato della storia.
Il sigillo l’ha messo ieri nella partenza e nel duello in pista con Max Verstappen, il quattro volte campione del mondo, nel Gran Premio degli Stati Uniti che ha consacrato una volta di più il giovane bolognese residente a San Marino.
Toto Wolff ha pubblicamente dedicato l’investitura per la pole position al ragazzo, capace di conquistarla lui più che la macchina.
Antonelli ha vinto la sua nona gara stagionale, con la Mercedes trattata da Kimi come un gioiello di famiglia per una prova di grande gestione gomma.
Lo spettacolo si consuma soprattutto alle sue spalle, con la Ferrari forte di un ottimo passo, portata al secondo posto sul podio da Charles Leclerc, velocissimo per tutto il corso del Gran Premio e in particolare nella fase finale, dov’è riuscito a passare anche la Red Bull di Verstappen, a 7 giri dal termine.
Per l’olandese, terzo al traguardo dopo le due vittorie consecutive ottenute a Sepang e Singapore, tante le lamentele sulla tenuta della vettura. A questo punto, però, nessuno pensa a questi risvolti. Si parla solo di Kimi Antonelli e di un italiano campione del mondo dopo 73 anni. Ora ci siamo davvero.