www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 14 ottobre 2026

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di Massimo Boccucci

Uno scandalo tira l’altro quando si parla di Gianni Infantino. Il presidente della Fifa si è ritrovato in mezzo alla rivelazione del quotidiano britannico Times per un’inchiesta che ruota intorno a un pagamento di oltre un milione di sterline erogato nel 2024, in aggiunta al compenso di circa quattro milioni di sterline percepito nello stesso anno.

Due retribuzioni, una da contratto erogata dalla Federazione internazionale da lui presieduta e un’altra che viene definita misteriosa e proveniente dalla società incaricata dell’organizzazione del Mondiale 2026.

Una transazione che risulterebbe sprovvista di motivazioni ufficiali nei registri dell’organo con sede a Zurigo «in evidente violazione degli statuti, in particolare del comma 13 dell’articolo 43 che regola la trasparenza nelle dichiarazioni sui compensi», come evidenziato da Miguel Maduro, ex presidente del Governance Committee della Fifa.

C’è un’altra faccenda. Secondo le fonti citate dal Times, l’importo indebitamente intascato da Infantino sarebbe servito a finanziare i costi di uno stile di vita lussuoso a Miami, nel periodo di preparazione alla Coppa del Mondo del 2026, con l’affitto di una villa vista mare al costo di decine di migliaia di dollari al mese.

Uno scandalo che va ad aggiungersi a quello scoppiato nei mesi scorsi, dopo la scoperta del tentativo da parte del cinquantaseienne svizzero di trasformare i Mondiali in un business internazionale tramite la vendita del torneo sotto forma di azioni a investitori privati.

Alcune fonti – prosegue il giornale britannico – rivelano che Infantino avrebbe ricevuto cifre simili a quelle del 2024, se non superiori, anche nel periodo compreso tra il 2025 e il 2026. Una dinamica che non si è verificata per gli altri vertici del calcio internazionale, come il segretario generale, Matthias Grafstorm, e il vicepresidente, Victor Montagliani, per i quali non risultano compensi extra. La Fifa non ha risposto alle domande del Times riguardo alle presunte incongruenze nei pagamenti e l’unico commento, arrivato per bocca di un portavoce, parla di passaggi regolari segnalati alle autorità statunitensi.
In questo scenario si va verso le elezioni del 2027 e, tra gli scandali e le insurrezioni, non è fin qui emerso un vero e proprio nome alternativo, che per la candidatura necessita del supporto di almeno cinque Federazioni. C’è tempo fino al prossimo 18 novembre e per ora Infantino si sente sicuro della rielezione.