di Massimo Boccucci
Parte dal nuovo stadio della Roma a Pietralata, che ha avuto il via libera definitivo, la corsa all’Europeo del 2032 che dovrebbe cambiare il volto infrastrutturale del Paese e che, a causa del cervellotico abbinamento con la Turchia e dei ritardi burocratici, rischia di andare in porto all’italiana, cioè facendo ciò che si può con le tempistiche malgestite.
Pietralata diventa il fiore all’occhiello della candidatura capitolina e, secondo il governo Meloni, anche la dimostrazione che la presenza di un commissario straordinario agli stadi, Massimo Sessa, può velocizzare la burocrazia.
Il sindaco Roberto Gualtieri punta a comprendere nel piano organizzativo pure l’Olimpico, lo stadio di Sport e Salute, quindi in qualche modo dello Stato, rendendo la capitale il fulcro dell’Europeo, anche se la prospettiva non è facile visto che all’Italia viene concesso di ospitare le partite in 5 stadi, con le altre 5 destinate alla Turchia, il paese co-organizzatore, inserendone altri 5 di riserva.
Con una tappa scontata a Torino, considerato che l’Allianz Stadium è l’unico già pronto, e un’altra a Firenze, dove per il nuovo Franchi sono stati utilizzati i fondi del Pnrr, la doppietta di Roma lascerebbe un’altra sola sede.
Se organizzare l’Europeo doveva essere l’occasione per rifare gli impianti, sembra fuori dalla logica accontentarsi di uno, massimo due stadi nuovi. Entro domani la Figc invierà all’Uefa una lista di 10 stadi cantierabili e finanziati. Nyon svolgerà le verifiche di conformità dei dossier, poi dalla Federcalcio indicheranno le sedi definitive. Il 1° agosto la stessa Figc ha acquisito la candidatura di Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona, con 16 progetti presentati, uno per città, più i 2 di Napoli e i 3 di Roma, ricordando che nel plico c’era pure il Flaminio.
Alcuni impianti sono ancora sulla carta, altri sono in attesa della chiusura dell’iter. Napoli e Palermo sperano, ma anche Cagliari spera alla fine di rientrare. Milano vorrebbe farcela col nuovo San Siro, però qui al momento sembrano esserci più nodi che soluzioni e il tempo stringe. Il rischio è di avere un Europeo che finisce a Roma, tagliando fuori tutto il Sud, anche se in Parlamento c’è chi si agita alla possibilità che un grande evento come l’Europeo non passi nel capoluogo lombardo.
L’operazione di Pietralata, intanto, è decollata. Momento storico per la Roma e per Roma, un passo decisivo verso la realizzazione di un sogno inseguito da generazioni di tifosi e, allo stesso tempo, verso un futuro nel quale la società potrà ambire, attraverso la crescita del fatturato, ad avere una dimensione maggiore e sempre più internazionale.
Sono trascorsi 1.456 giorni dal 10 ottobre 2022 che aveva aperto un nuovo percorso per la costruzione dell’impianto giallorosso, dopo che è caduta la precedente soluzione Tor di Valle. La Conferenza dei Servizi, presieduta da Massimo Sessa con attorno al tavolo una cinquantina di soggetti istituzionali e tecnici, ha sciolto l’ultimo nodo, il più intricato, con il coinvolgimento della Roma, rappresentata dalla dottoressa Lucia Bernabé, il sindaco Gualtieri, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e collegato anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.
Adesso tocca alla Roma che dovrà redigere il progetto esecutivo, recependo indicazioni e prescrizioni contenute nella relazione finale della Conferenza dei Servizi. Un lavoro già avviato e che dovrebbe essere completato in circa 3 mesi. Parallelamente la società dovrà depositare al Mef le somme necessarie per gli espropri delle aree private. Una volta validato il progetto, gli uffici del Comune avranno circa 20-30 giorni per verificare l’applicazione di tutte le prescrizioni. Il tempo, dunque, diventa prezioso.
La Roma vuole entrare nel percorso degli stadi che ospiteranno Euro 2032 e dovrà rispettare una precisa tabella di marcia. Dopo il progetto esecutivo arriverà la manifestazione d’interesse indetta dal Comune per la concessione dell’area. Probabilmente intorno agli inizi di febbraio 2027 sarà aperto il bando, della durata di 90 anni, con la Roma che, in quanto soggetto proponente, potrà pareggiare eventuali offerte di terze parti.
L’obiettivo è arrivare alla cantierabilità entro la fine di marzo 2027 per vedere il prima possibile la posa della prima pietra. Poi i lavori, con la speranza di giocare la prima partita tra il 2029 e il 2030. Per poter giocare, ora bisogna soltanto correre.