Il Messaggero Roma 14 settembre 2026

Torres 3

Ostiamare 2

TORRES (3-4-2-1): Zaccagno 6; Berto 5, Antonelli 6, Nunziatini 6,5; Masala 6 (30’ st Liviero 6), Pennington 5 (1’ st Mastinu 6,5), Brentan 6,5, Lunghi 7; Carboni 6 (11’ st Bunino 6,5), Di Stefano 8; Scotto 6,5 (35’ st Giorico ng). A disp.: Tirelli, Sotgiu, Pinna, Kebbeh, Fini, Giorico, Sanat, Mulas. All.: Greco 7

OSTIAMARE (4-4-2): Vertua 6,5; Piroli 6 (15’ st Gerbaudo 5), Brosco 5, Giordani 5,5, Castaldo 6 (32’ st Spinosa 6); Tosku 5,5 (32’ st Galastri 6), Casolari 6,5, Buono 5 (15’ st Donsah 5), Carbone 6; Parigini 6,5 (9’ st Badje 6,5), Tonin 7. A disp.: Fabiano, Morlupo, Orfano, Greco, Wade, Galastri, Spinosa, Tesauro. All.: D’Antoni 6

Arbitro: Marotta 6

Reti: 16’ pt Parigini su rigore, 19’ st Di Stefano, 21’ st Di Stefano, 43’ st Di Stefano, 44’ st Badje

Note: ammoniti Casolari, Buono, Masala. Angoli: 4-1 per la Torres. Spettatori: 2.725.

Ci aveva sperato e creduto dopo averla sbloccata nel primo quarto d’ora, poi però l’Ostiamare, che a Pesaro aveva ribaltato la Vis, si è fatta rimontare a Sassari dalla Torres che ha vinto 3-2 con il rimpianto di aver provato fino alla fine ad agguantare il risultato positivo. Sugli spalti del Vanni Sanna, il presidente Alberto De Rossi ha sussultato in più di una occasione e aveva di che essere fiducioso guardando la squadra nell’approccio. Il tecnico David D’Antoni ne ha cambiato solo uno rispetto a Pesaro, inserendo titolare Parigi al posto di Badje, mentre l’ex Alfonso Greco ha presentato svariate novità. La partenza dei biancoviola ha fatto davvero ben sperare, con la Torres in chiara difficoltà davanti ai laziali ben schierati e quadrati. Al resto ci ha pensato intanto Vertua che è uscito bene su una palla in profondità per Di Stefano. La svolta al 15’ quando l’intervento in ritardo di Pennington ai danni di Tonin dentro l’area ha portato l’arbitro, vicino all’azione, a indicare subito il dischetto. Parigini si presenta e apre il destro per spiazzare Zaccagni. Strada lunga ma percorso cominciato benissimo, con la prevedibile reazione dei sassaresi che reclamano un rigore al 19’ quando su un cross l’attaccante Di Stefano lamenta una botta dentro l’area e rimane a terra dolorante. Per l’arbitro il tocco è sul pallone e assegna solo un calcio d’angolo, con la conferma dopo la carta Fvs giocata da Greco. Pericolosa l’Ostiamare al 27’ sugli sviluppi di un corner respinto da Scotto che arriva a Tosku, pronto al destro a lato di poco, e subito dopo un altro brivido per Pennington che perde il tempo per muovere il pallone e rischia di regalare un’importate azione da gol anche se l’arbitro fischia un fallo. Al 44’ la rotta di collisione tra Castaldo e Lunghi: l’arbitro prima assegna il rigore, che conferma dopo aver rivisto l’episodio, ma Scotto angola debolmente e Vertua sventa. Al rientro la svolta con due gol dei sardi in un paio di minuti dal 19’: sugli sviluppi di un calcio piazzato, Di Stefano sulla sponda di Nunziatini lascia partire un destro potente che entra a fil di palo, a seguire ancora Di Stefano viene servito benissimo in profondità da Scotto e non sbaglia davanti a Vertua. Nel finale succede di tutto, dal terzo gol ancora con il mattatore Di Stefano servito da Bunino alla reazione dell’Ostiamare che la riapre con Badje da centro area mettendo dentro da due passi. Al 95’ il brivido più grosso con la richiesta di verifica al monitor lamentando un tocco di mano dentro l’area da parte di un giocatore di casa. Ma l’arbitro non concede il rigore ed espelle un membro dello staff dell’Ostiamare.

RIMPIANTI D’ANTONI

«Speriamo che questa gara – dice D’Antoni – ci serva da insegnamento. Abbiamo fatto cose buone, ma abbiamo gestito male alcuni momenti. Ci siamo procurati diverse occasioni per raddoppiare, nella prima frazione erano in difficoltà a campo aperto. Questi persi sono punti importanti per noi, è una gara che si poteva vincere anche perché si era messa in discesa. I dettagli hanno fatto la differenza e in questo si poteva fare meglio. Abbiamo buttato via il risultato e questo non possiamo permettercelo».

Massimo Boccucci