Il Messaggero Umbria 14 settembre 2026

IL DOLORE

GUBBIO Il lungo viaggio sulla terra si è concluso per Corrado Codignoni, il supernonno che se n’è andato sabato notte a oltre 105 anni. Era nato infatti il 26 gennaio 1921 e nella frazione di Branca, dove viveva, è sempre stato considerato una vera istituzione. È stato uno dei più preziosi testimoni della storia del Novecento e una figura profondamente legata alla memoria di Gubbio, come evidenzia l’amministrazione comunale nell’annunciare la scomparsa. «Con lui se ne va una voce – dice il sindaco Vittorio Fiorucci nell’esprimere il cordoglio – che ha saputo raccontare, con lucidità, coraggio e straordinaria dignità le pagine drammatiche della nostra storia».

La sua è stata una vita avventurosa, segnata dalla guerra. Marconista del Genio Trasmissioni, impegnato nella campagna del Nordafrica, lo si ricorda tra i sopravvissuti al naufragio del piroscafo Conte Rosso, affondato il 24 maggio 1941 al largo di Siracusa. Quella notte, Corrado rimase per ore in mare aggrappato a una zattera prima di essere salvato. Il suo vissuto intenso l’ha poi portato in Albania, sul fronte russo e costretto alla prigionia, attraversando alcuni degli anni più duri della storia. Per decenni ha custodito e trasmesso quella memoria, fino a diventare il protagonista del docufilm «La notte del Conte Rosso», che ha portato sullo schermo la sua testimonianza e quella di una tragedia rimasta per troppo tempo nell’ombra. Nel marzo scorso era stato inoltre protagonista di una puntata di Presa Diretta su Rai Tre dedicata alla longevità, mostrando ancora una volta, con tanta vitalità e semplicità, una straordinaria voglia di vivere. «È stato un esempio di forza – ricorda il sindaco -, resilienza e amore per la vita. La sua voce ha parlato ai giovani, alle scuole, alla comunità, ricordandoci che la memoria non è solo il racconto di ciò che è stato, ma una responsabilità verso ciò che saremo».

Ha vissuto questi anni assistito da una signora, con la figlia settantunenne Giuseppina che sta a 150 metri, mentre l’altra figlia, Amelia di 76 anni, vive a Ponte Felcino. Ha lavorato come muratore, per poi fare il fontaniere con il Comune. La moglie, Velia Sabatini, è venuta meno a ottant’anni, era del 1928. Si è sempre vantato di guidare l’auto (due anni fa gli rinnovarono la patente) e considerato irrinunciabile un bicchiere e mezzo di vino.

Massimo Boccucci