di Massimo Boccucci
Quando le romane vincono in tandem, nella capitale si dice ironicamente che è la fine del mondo e quindi si sta verificando un evento paranormale. Questo è soprattutto il caso dei laziali che, dopo l’eliminazione al primo turno della Coppa Italia per mano del Mantova, hanno aperto il campionato sbancando il Dall’Ara.
I giallorossi, invece, hanno mandato il segnale più forte, con il risultato più roboante nella partita all’Olimpico contro la Fiorentina che ha chiuso la prima giornata di campionato come meglio non avrebbe potuto. Dybala ha gasato il popolo romanista con tre assist e una partita perfetta. Il genio argentino e la ferocia di Malen, scatenato con una tripletta, e il timbro finale del subentrato Pisilli, non hanno dato scampo alla Fiorentina che avrebbe voluto qualcosa di meglio per Fabio Grosso, all’esordio sulla panchina viola in campionato.
La Roma ha dimostrato di essere nettamente superiore, almeno in questo momento, anche con le certezze di Gian Piero Gasperini, rispetto ai 5 nuovi giocatori schierati dalla Fiorentina, o al lancio tra i titolari del da poco diciannovenne esterno difensivo Emanuele Lulli, che Gasp ha voluto titolare.
I giallorossi sono più rodati e vanno a memoria, facendo soffrire ai viola fisicità, i duelli uno contro uno e la vena di Dybala. I 65mila dell’Olimpico cavalcano subito l’onda giallorossa che travolge l’avversario. La partita è senza storia, con la Fiorentina già proiettata alla sfida di sabato prossimo, 29 agosto, al Franchi contro il Frosinone, nel giorno dei festeggiamenti del centenario.
Si è galvanizzato anche Rino Gattuso vedendo i suoi venire a capo di una gara difficile contro il Bologna, scandita dal gol di Frattesi che ha colpito subito. È l’ex interista, con un gol dei suoi, da incursore verso l’area pochi minuti dopo essere entrato in campo, a segnare il gol che decide la sfida di fronte al Bologna di Domenico Tedesco, capace di creare le occasioni ma di frenarsi per poca lucidità. La Lazio ha approfittato dei passaggi a vuoto dei felsinei e Gattuso è riuscito a far capire ai suoi che le sofferenze devono far parte del gioco.
Due partite diverse, due contesti diversi e due risultati che pesano, al di là dell’effetto che fa.