di Massimo Boccucci
Il compleanno con Laila, un palmares strepitoso e un sacco di soldi. Vita felice e se l’è goduta ieri nella festa per i 25 anni pensando a tutto quello che ha già vinto: 5 Slam e 2 Atp Finals per un totale di 30 titoli, 2 coppe Davis, 85 settimane da oggi al primo posto nella classifica Atp.
Festeggiamenti sobri nel bel mezzo della preparazione per gli Us Open. La corsa verso New York si è complicata con l’infortunio al ginocchio destro che l’ha costretto, per precauzione, a saltare Cincinnati. Il piano di lavoro predisposto da Gianluca Melegati, medico e fisiatra di fiducia del fuoriclasse altoatesino, l’ha portato nelle ultime due settimane a Torino, dove ha svolto quotidianamente sedute di fisioterapia al J Medical, facendo base nel vicino hotel della Juventus.
Anche a Ferragosto l’azzurro ha proseguito i trattamenti, interrotti solo per il compleanno passato con un blitz a Montecarlo in compagnia della fidanzata. Nella settimana che comincia il programma prevede il completamento della cura al ginocchio e il punto della situazione con il team e lo staff medico, in modo da non tralasciare alcun dettaglio prima di imbarcarsi per il volo che lo porterà negli Stati Uniti.
L’ultimo Slam della stagione scatterà tra 14 giorni: Sinner debutterà il 30 o il 31 agosto. Per la seconda volta di fila, si presenterà a un Major senza aver disputato tornei di avvicinamento. È già successo a Wimbledon e sappiamo tutti com’è andata. Con 13.450 punti è sicuro di restare in vetta al ranking almeno fino a inizio ottobre, fino all’Atp 500 di Pechino dove ha trionfato l’anno scorso.
Dalla Spagna, intanto, rimbalzano le voci intorno alla definitiva rinuncia di Alcaraz anche allo Slam americano, a causa del polso destro che non è ancora a posto. Carlos, che ha perso il numero 2 in classifica a favore di Zverev, ha disputato l’ultima partita il 14 aprile a Barcellona, primo turno contro Virtanen, quando ha avvertito una fitta dolorosa sopra la mano dopo un recupero di rovescio in controbalzo eseguito con un movimento innaturale.
Da lì sono iniziate le tribolazioni che ancora lo tormentano e che lo hanno costretto a saltare Madrid, Roma, Roland Garros, Wimbledon e le tappe americane, compresi gli Us Open di cui è campione in carica. Negli ultimi dieci giorni Carlitos ha documentato pressoché quotidianamente gli allenamenti a Murcia, dove appare sorridente e rilassato e dove colpisce la palla con buona velocità e intensità.
Le immagini avevano addirittura spinto i più ottimisti a ritenere che potesse richiedere una wild card per il torneo di Winston Salem, in programma la settimana precedente di Flushing Meadows, per tornare al ritmo partita prima dello Slam. In realtà i video scongiurano soltanto l’ipotesi più grave, quella di un intervento chirurgico dalle tempistiche incerte.
Ora nell’entourage di Alcaraz si ragiona sul fatto che a New York aumentano a dismisura i rischi di infortuni, con il caldo e l’umidità estrema, giocando sulla superficie più dura del circuito, tra i match che possono durare ore. Il rischio, in sostanza, è che subisca sollecitazioni eccessive al rientro.
Si vocifera di un possibile ritorno alla Laver Cup a Londra, in programma dal 25 al 27 settembre: in pratica un’esibizione, seppur con i crismi dell’ufficialità, che gli consentirebbe di testarsi con avversari di livello ma senza i patemi del risultato a tutti i costi e in un contesto rilassato.