Corriere dello Sport-Stadio 17 agosto 2026

di Massimo Boccucci

L’esordio in panchina di Alberto Aquilani col Sassuolo in partite ufficiali e di Alessandro “Alino” Diamanti nel calcio italiano in Serie B col Cesena domina tutti i ragionamenti, attorno ai nuovi progetti tra Emilia e Romagna. Stasera c’è un derby per aprire ufficialmente in casa neroverde il dopo Giovanni Carnevali con il riassetto dirigenziale, compreso il ritorno di Andrea Fabris, così come nell’ambiente bianconero è stata avviata dalla proprietà americana una rivoluzione tra l’avvento del direttore sportivo Andrea Mancini, figlio del commissario tecnico azzurro, e la scelta a sorpresa per la conduzione tecnica.

SILENZIO. Aquilani ha scelto il silenzio prima della sfida di Coppa Italia da dentro o fuori al Mapei Stadium-Città del Tricolore. Il tecnico romano ha tutti gli occhi addosso, lo sa. L’eredità di Fabio Grosso fonda sull’ultimo biennio passato tra il ritorno in Serie A e la gran bella stagione trascorsa, con i paragoni sempre ingombranti ma inevitabili quando si arriva in un contesto che si è lasciato alle spalle tanta positività.

SOLIDITÀ. Stavolta al Sassuolo serve la solidità che non si è vista nelle amichevoli, pensando soprattutto ai 7 gol presi negli ultimi due test internazionali con Celta Vigo (1-4) e Augsburg (2-3). Pesano fin qui gli infortuni, oltre al mercato per la perdita di una pedina come Muharemovic. Non sono stati annunciati i convocati per stasera, così bisogna vedere chi ci sarà o meno e l’utilizzo dei giovani. C’è anche il nodo Pinamonti che vuole andarsene, col contratto in scadenza nel 2027 e nessuna intenzione di prolungarlo. Le condizioni le detta Palmieri, che non farà sconti per quanto disponibile a valutare la formula, e si vedrà se Aquilani conterà su di lui come ha fatto finora.

FIDUCIA. Il Cesena fa il carico di fiducia con Diamanti: «La squadra sta lavorando benissimo dal primo giorno – dice l’allenatore – sta bene fisicamente e i ragazzi sono pronti. Hanno fatto un mese di grande lavoro e non ci sono scuse, non devono mai essercene. Chi va in campo dev’essere pronto a performare e a dare il 100%. Poi». Cosa si aspetta: «I ragazzi si meritano di affrontare questa partita sereni, ma a viso aperto. Vorrei vedere una squadra fastidiosa».

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