Il Messaggero Umbria 10 agosto 2026

SERIE C

GUBBIO Mauro Leo non stacca gli occhi dalla nuova squadra che nasce. Il direttore sportivo sa che il Gubbio riparte dall’ottavo posto della stagione scorsa illuminata dai quattro derby senza sconfitte, con la storica prima vittoria al Curi e il colpo al Liberati.

Leo, cosa vede voltandosi?

«Un percorso molto faticoso con tante difficoltà, proprio per questo ci siamo goduti le soddisfazioni che non sono mancate. Nessuno ci ha regalato nulla. Potevamo anche fare di più, ma gli infortuni ci hanno frenato. Ci portiamo dietro quanto di buono è venuto fuori».

Quello che vorrebbe rivedere?

«Intanto non vorrei rivedere gli infortuni, al completo avremmo espresso tutto il potenziale. Vorrei vedere lo stesso spirito di gruppo, l’aver preso gli uomini giusti con il lavoro dell’allenatore. Ripartiamo dalle persone, dagli uomini».

Firmerebbe per quale piazzamento?

«Una salvezza tranquilla. Lo dico perché vedo un girone più competitivo, il livello che si è alzato. Non dev’essere scontato per Gubbio, che da tanti anni è in Serie C mentre ci sono realtà importanti che scompaiono o scendono di categoria».

A che punto è il Gubbio che ha in mente?

«Stavolta siamo più completi in partenza, rispetto a un anno fa, con molti rimasti. Ci mancano un portiere e tre giocatori di movimento per arrivare a 23 in rosa. Vedremo i ruoli, forse uno per reparto. Valuteremo con il mister».

Per Marson e Ferrini, in prova, quante possibilità di contratto?

«Prenderemo una decisione a breve».

A centrocampo Di Noia, Tascone o Toscano?

«Loro più altri due nomi. Dobbiamo vedere anche le aspettative personali e le condizioni economiche».

L’anno scorso Di Bitonto, per distacco il miglior giocatore rossoblù, lo considera il suo capolavoro?

«Sono contentissimo, non godeva di particolare considerazione a Sassuolo. Lo volevamo per qualità, caratteristiche e mentalità. Anche Minta, Baroncelli e Bagnolini si sono dimostrati tra i migliori under in C. Di Bitonto è determinato e ha dato molto al Gubbio».

Le fa piacere vederlo in campo col Sassuolo nelle amichevoli e pronto ad andare all’Arezzo in B?

«Molto. C’è qualcosa del Gubbio nella sua carriera. Speriamo che possano spiccare il volo i nostri giovani di proprietà Cardascio, Barry, Cesari e Ghirardello».

Chi è il nuovo Di Bitonto?

«Presto per dirlo, sono soddisfatto di quelli che abbiamo portato e non era facile. Abbiamo ragazzi dal potenziale di categoria superiore, visto il livello della Primavera che peggiora».

Con il Sassuolo c’è un asse privilegiato?

«Ringrazio il loro direttore sportivo Francesco Palmieri per la partnership che ci inorgoglisce. Gubbio è un riferimento per gli emiliani, come lo sono per noi».

Ci ha messo molto a convincere Pinato?

«Di Carlo lo ha allenato ed è stato un buon punto di partenza. Ottimo ragazzo, è bastato poco per trovarci quando arrivando ha conosciuto il nostro ambiente. Il presidente Notari l’ha voluto fortemente e abbiamo chiuso subito».

Massimo Boccucci