TENNIS
GUBBIO Il primo punto non si scorda mai. E il Circolo Tennis Gubbio non si scorderà di lui, perché Vito Darderi a 18 anni, compiuti il 13 gennaio scorso, è entrato nel ranking Atp ed è nella scia del fratello Luciano. Gli ha fatto un certo effetto sulla terra rossa del torneo internazionale Itf maschile Città di Gubbio da 15.000 dollari di montepremi e che si concluderà domani, con ingresso gratuito all’impianto di via Leonardo da Vinci: oggi le semifinali dalle 16, domani la finale alle 18.
Il ragazzo italo-argentino ha dimostrato grinta da vendere nel lottatissimo match con Giacomo Crisostomo, vinto 7-6 7-5, cedendo poi nel secondo turno contro Stefano D’Agostino, per 6-3 6-4, che aveva avuto la meglio sul greco Odysseus Geladaris per 6-4 6-2. Quel successo ha galvanizzato tutta la famiglia, con il lungo abbraccio del padre, Gino Darderi, classe 1967, ex ottimo giocatore professionista argentino che lo segue come un’ombra. Papà Gino, nato a Villa Gesell, città dell’Argentina nella provincia di Buenos Aires), ha dedicato la sua vita al tennis e si è trasferito in Italia con Luciano e Vito avevano rispettivamente 10 e 4 anni. I due fratelli hanno il doppio passaporto argentino e italiano grazie alla cittadinanza di un nonno italiano, originario di Fano. Il ventiquattrenne Luciano, che in singolare vanta cinque titoli nel circuito maggiore tutti sulla terra rossa e nel maggio 2026 è stato numero 16 del mondo (nona migliore classifica Atp raggiunta da un tennista italiano, a pari merito con Marco Cecchinato), è il riferimento della famiglia e Vito a Gubbio ha messo a frutto certi insegnamenti, salutati con favore proprio dal fratello maggiore che sulla pagina Facebook del sodalizio eugubino ha lasciato un video speciale: «Mando un saluto al Circolo Tennis Gubbio. Sono molto contento che mio fratello abbia preso il primo punto Atp a Gubbio, soprattutto che sia in Italia perché per lui è molto importante. Sono felice e orgoglioso di questo. Spero che possa tornare anche l’anno prossimo».
Vito Antonio Darderi, questo il nome completo all’anagrafe, a nemmeno 16 anni si è preso la scena come uno degli azzurri più precoci di sempre, al pari di Fabio Fognini e pochi altri. Capelli lunghi e sciolti, cappellino d’ordinanza, per qualcuno è considerato il più promettente della famiglia. Se Luciano è quello col tennis più adatto alla terra battuta, fatto di corsa, garra e top spin, Vito sembra quello più aggressivo. Di certo c’è che avere un fratello capace di vincere ventunenne un torneo Atp non potrà che far bene anche a Vito, uno che col suo sport preferito prima di tutto si diverte all’infinito.
Massimo Boccucci
