IL PUNTO
GUBBIO Le due diocesi per ora autonome e distinte di Gubbio e Città di Castello, sebbene sotto la stessa guida del vescovo Luciano Paolucci Bedini, hanno ufficializzato le somme assegnate dall’8 per mille con tutti i campi d’intervento tra il sostegno alla vita pastorale, la custodia del patrimonio ecclesiale e iniziative caritatevoli. Gubbio conta 829.405,47 euro, di cui 425.066,28 per le esigenze di culto e pastorale, e 404.339,19 per gli interventi caritativi. Città di Castello arriva a 904.796,48 euro, di cui 488.042,75 per le esigenze di culto e pastorale e 416.753,73 per gli interventi caritativi. Paolucci Bedini, che compirà 58 anni il prossimo 30 agosto, si è insediato al posto di Mario Ceccobelli il 29 settembre 2017 e si è aggiunta in autonomia la diocesi tifernate il 7 maggio 2022 raccogliendo il testimone di Domenico Cancian.
Gli introiti dell’8 per mille sono in continuo calo e a livello nazionale si sta attingendo alle riserve. A Gubbio, nello specifico, 219.500 euro sono stati destinati all’esercizio del culto e 111.500 alla manutenzione dell’edilizia di culto esistente, con 19.500 per la nuova edilizia e 87mila per i beni culturali ecclesiastici. L’economo Matteo Andresini sottolinea il valore della manutenzione ordinaria delle chiese e delle strutture pastorali, sostenuta anche attraverso un fondo rivolto alle parrocchie. Ci sono, poi, 127.066,28 per la curia e le attività pastorali diocesane e parrocchiali, 20mila per i mezzi di comunicazione sociale, 15mila per la formazione teologico-pastorale, mille per il tribunale ecclesiastico; 12mila per scopi missionari; 32.500 per la catechesi ed educazione cristiana; 30mila per oratori e patronati rivolti ai giovani, con particolare attenzione all’oratorio diocesano Don Bosco 2.500 per associazioni e aggregazioni ecclesiali, 141mila per gli aiuti a singole persone bisognose ammontano, più altri 95.839,19 per aiuti non immediati. Per le opere caritative diocesane 50mila per famiglie particolarmente disagiate; 10mila per gli economicamente fragili; 1.500 per gli anziani, 2.500 per le persone senza fissa dimora, 57.500 per il clero anziano o malato; 20mila per le opere missionarie; 10mila alle opere caritative parrocchiali in favore delle famiglie in difficoltà e 16mila euro alle iniziative di altri enti ecclesiastici.
A Città di Castello, all’esercizio del culto sono andati 76.500 euro, poi 35mila per la manutenzione dell’edilizia di culto e 40.500 per i beni culturali ecclesiastici. Ci sono 229.642,75 euro per la curia e le attività pastorali diocesane e parrocchiali; 22.349,20 per i mezzi di comunicazione sociale a finalità pastorale; 31.458,40 per la formazione teologico-pastorale. Sul versante della carità sono stati erogati 40mila euro per gli aiuti immediati a singole persone bisognose e altrettanti per quelli non immediati; quindi 110mila per le famiglie particolarmente disagiate attraverso la Caritas. Alle opere caritative parrocchiali sono andati 127.568,23 euro: per famiglie in situazioni di disagio, per gli anziani, per persone con disabilità e per il clero anziano, malato o in condizioni di straordinaria necessità.
Massimo Boccucci