www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 11 luglio 2026

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di Massimo Boccucci

Solo elogi per Jannik Sinner, spietato al servizio e capace di muoversi come il gatto col topo davanti al mostro sacro Novak Djokovic, battuto in semifinale a Wimbledon con un triplo 6-4 in 2 ore e 20 minuti. Jannik domani cercherà di bissare il trionfo del 2025 e, intanto, ha fatto sua la certezza di essere uno degli 8 giocatori che a novembre disputeranno le Atp Finals all’Inalpi Arena di Torino, forte di 7.250 punti nel 2026.

Come annunciato dai canali ufficiali Atp, l’altoatesino è il primo qualificato per la kermesse di fine stagione, in cui ha vinto 10 partite di fila, 14 delle ultime 15. Sarà la quarta presenza consecutiva, la quinta in assoluto ricordando che da riserva aveva preso il posto di Berrettini nel 2021 alle Atp Finals.

La sesta finale Slam della carriera, che giocherà domani alle 17 sul Centre Court contro Sascha Zverev, consente a Sinner, campione di quattro titoli Major, di diventare il decimo giocatore a fare il bis a Wimbledon in due anni consecutivi. Se giocherà come ieri pomeriggio, potrà arrivare fino in fondo. Negli occhi resta la sfida preparata nei dettagli col vecchio leone Djokovic, che aveva sicuramente ancora le scorie delle 5 ore e 15 minuti giocate due giorni prima con Auger-Aliassime.

Ha infilato 16 ace, il 65 per cento di prime in campo e l’88 per cento di punti con la prima palla. Il numero uno del mondo ha reso omaggio al fuoriclasse serbo: «Djokovic è da anni fonte di ispirazione per la gente e per le nuove generazioni – ha detto -, abbiamo sempre avuto partite lottate, stavolta ho dovuto alzare il livello e l’ho fatto. Il mio team mi ha messo nella condizione migliore. È bellissimo giocare un’altra finale di questo torneo prestigioso».

Il trentanovenne Novak ha reso omaggio a Sinner, riconoscendo che «lui era almeno un livello sopra su ogni tiro». Djokovic ha raccontato che gli piacerebbe tornare a Wimbledon anche il prossimo anno, anche a 40 anni e, ha confidato, «almeno un’ultima volta».

Occhio al nuovo Alexander Zverev che non sbaglia un colpo. Il tedesco nella prima semifinale ha riportato alla realtà Arthur Fery, il britannico diventato la seconda wild card della storia ad arrivare in semifinale a Wimbledon, e con un perentorio 7-6 6-2 6-4 in 2 ore e 13 minuti si è preso la prima finale della carriera sull’erba londinese e il secondo posto nella classifica mondiale, scavalcando Carlos Alcaraz. Zverev, che a Parigi ha vinto il suo primo Slam al 41° tentativo, diventa il terzo giocatore nell’era Open ad arrivare in finale allo Slam successivo al primo trionfo, in uno dei tornei più importanti del calendario. Ora sfiderà Sinner per entrare nel ristretto club di quelli che hanno fatto doppietta Roland Garros-Wimbledon nello stesso anno.