Corriere dello Sport-Stadio 11 luglio 2026

di Massimo Boccucci

CESENA

Una certezza c’è dal primo giorno: non ci si annoierà con Alessandro “Alino” Diamanti, nuovo allenatore del Cesena. Non succedeva in campo per le sue giocate e non accadrà in panchina già a sentirlo parlare. La presentazione diventa subito uno show. «Porto sana follia e tanta garra in una piazza calda. La sana follia – dice richiamando la sua tesi a Coverciano per il patentino Uefa Pro – è un modo di pensare. Io penso che il divertimento in questo gioco si sia un po’ perso, perché quando si parla di divertimento si pensa che, se uno è un po’ meno serioso e un po’ più felice, allora non possa essere un lavoratore. Invece non è così. Credo che si possa fare tutto, perché ricordiamoci che il calcio è un gioco. Poi in Italia è anche qualcosa di più, lo so, ma secondo me questo velo di divertimento può fare veramente la differenza».

COSA PORTA. Si è presentato gasatissimo e a introdurlo, ieri mattina al “Manuzzi”, sono stati il direttore generale Corrado Di Taranto («Per noi inizia un nuovo ciclo, insieme a un allenatore giovane che con le sue idee e il suo entusiasmo ci ha convinto subito») e il direttore sportivo Andrea Mancini («Sono molto contento, riponiamo una grandissima fiducia in lui, sono sicuro che faremo grandi cose». Il diretto interessante cavalca le attese: «Entusiasmo, energia, determinazione e garra – evidenzia Alino – sono tutte le qualità che ho sempre avuto da giocatore ed è quello che porterò con me da allenatore». Non nasconde la sostanza dell’approdo in Romagna: «Sono molto emozionato e visto che l’emozione è una delle cose più belle di questo gioco, sono felice del mio stato d’animo. Si può parlare di tattica o di tecnica, ma sono questi valori che fanno la differenza e che trasmetterò».

SCELTE. Diamanti sceglie come proporsi: «Saremo una squadra pronta per battagliare con tutti. I protagonisti sono i giocatori, devo metterli in condizione di mostrare il loro talento».

OMAGGIO A BISOLI. Il contatto con Pierpaolo Bisoli: «Mi ha cambiato la carriera, ero un giocatore incompiuto e con lui ho acquisito una mentalità diversa. L’ho sentito in questi giorni, è felice per me, pensa che io e Cesena abbiamo tante cose in comune». Dall’Australia con convinzione: «Porto tante cose, sono maturato molto a livello umano e mi sono divertito. Ho poi avuto la fortuna di iniziare ad allenare in una realtà importante». Cosa vuole: «L’obiettivo è far divertire il pubblico. Le corse sotto la curva ci saranno, anche cantando Romagna Mia che mi hanno insegnato i nonni. Conosco bene questa terra, la musica di Casadei, le balere, la passione per il calcio».

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