di Massimo Boccucci
Ha retto pochissimo Julian Nagelsmann che dopo l’eliminazione della Germania dai Mondiali ai sedicesimi di finale, ai rigori contro il Paraguay, ha concordato con la Federcalcio tedesca la buonuscita di 7 milioni, rinunciando ad altri 7 milioni dei 14 previsti nel contratto fino al 2028. Liquidati anche i suoi assistenti nello staff, Glück e Hübner. Il più giovane commissario tecnico approdato al Mondiale, con i suoi 38 anni, non ha retto l’urto della delusione in patria, dove chiedere la testa è diventato lo sport preferito un secondo dopo l’epilogo della partita. Per la successione, si è parlato subito del cinquantanovenne Jürgen Klopp che è pronto a lasciare la Red Bull per risollevare la Nazionale tedesca.
La Federazione ha reso noto di avere intavolato contatti con Klopp, che ha dato la sua disponibilità, non escludendo di pagare una penale alla Red Bull per svincolarlo dall‘incarico di supervisore delle attività calcistiche del gruppo. C’è da superare anche il dislivello tra gli emolumenti della Red Bull, intorno agli 11 milioni, circa la metà della paga nel Liverpool, e quelli più bassi (circa 7 milioni) pagati dalla Federcalcio di Francoforte. Si è pensato anche a Pep Guardiola, ricordandone il triennio al Bayern, e all’austriaco Oliver Glasner, ex Wolfsburg ed Eintracht Francoforte, ma Klopp non ha concorrenti.
Il Mondiale americano vuole essere dimenticato in fretta. L’euforia suscitata dal comodo 7-1 contro i caraibici di Curaçao è stata spazzata via dal tonfo nei sedicesimi. Nagelsmann aveva detto: «Io non sono uno che scappa, ho il contratto fino al 2028», illudendosi di poter preparare il riscatto nel prossimo Europeo. Invece, è stato licenziato in tronco a furor di popolo, con in prima fila i suoi estimatori anche nei media, e il direttore generale Rudi Völler che l’ha sempre stimato ma stavolta non ha potuto nulla e potrebbe chiudere pure lui nonostante abbia l’accordo fino al 2028.
Solo adesso si scopre che Nagelsmann era arrogante e diffidente nei rapporti interni. Parlava poco con tutti, specialmente con la maggior parte dei suoi giocatori. Tra un allenamento e l’altro non c’era dialogo né confidenza. Malcontento anche per la presenza, considerata invasiva, della seconda moglie Lena, giornalista sportiva. Sono emersi solo i difetti, in parte affiorati già durante il suo biennio sulla panchina del Bayern dal 2021 al 2023.
Lo scossone rischia di fare vittime anche ai vertici della Federazione. Il segretario esecutivo Andreas Rettig andrà via a fine anno, ufficialmente per motivi personali. Il flop della spedizione mondiale in Russia nel 2018 è costato il posto al presidente federale Reinhard Grindel, deputato democristiano della Cdu, e l’attuale presidente Bernd Neuendorf, ex funzionario del partito socialdemocratico (Spd) è stato tra i sostenitori della scelta di Nagelsmann come successore di Hansi Flick dopo l’interim esecutivo di Völler nel 2023. La Germania tornerà in campo per la Nations League il 24 settembre, fuori casa contro l’Olanda, altra delusa del Mondiale. Con tutta probabilità con Jürgen Klopp alla guida.
Infine, ha passato la bufera Vincenzo Montella che resterà commissario tecnico della Turchia, anche se l’umore generale è dei peggiori. A Istanbul l’eliminazione dal Mondiale, prima della terza giornata del girone, ha scatenato tante reazioni perché si aspettavano almeno un turno a eliminazione diretta in un’edizione dove venivano ripescate anche le migliori terze. In molti hanno chiesto la testa dell’allenatore italiano, ma il presidente federale Ibrahim Hacıosmanoğlu l’ha confermato. Poi, a tutti i giocatori coinvolti nelle qualificazioni al Mondiale sarebbero state promesse delle case, secondo alcuni in un’area protetta, nella Baia di Mandalay, nel Golfo di Güllük, nel Mar Egeo, rinomata per il suo mare incontaminato, l’archeologia (vicina all’antica città di Iaso) e il turismo nautico. Altra smentita del presidente federale, il quale ha fatto sapere che è tutto regolare e la promessa verrà mantenuta.