di Massimo Boccucci
L’aria della Serie A l’ha respirata a pieni polmoni da giocatore, anche al Sassuolo, e adesso Alberto Aquilani comincia a respirarla da allenatore partendo proprio dal club emiliano dopo l’impronta lasciata a Catanzaro dove ha sfiorato la promozione in B nella doppia finale dei playoff col Monza. La prima ufficiale, al Mapei Football Center, senza Giovanni Carnevali trova in prima linea il neo amministratore delegato e direttore generale Veronica Squinzi per tenere a battesimo il nuovo allenatore: «Ci tenevo a essere presente per dare il benvenuto ad Aquilani. Il Sassuolo è parte integrante del gruppo Mapei e per noi rappresenta molto di più di una società sportiva, si parla di passione e di valori che da sempre portiamo avanti con responsabilità e senso di appartenenza. Io e mio fratello Marco, che è attualmente vicepresidente, abbiamo voluto assumere dei ruoli diretti perché vogliamo essere ancora più vicini e garantire la continuità».
INVESTITURA. Per il presidente Carlo Rossi «la società ha sempre creduto negli allenatori, questo ha permesso a molti di loro di utilizzare il nostro club come trampolino di lancio e siamo convinti che lui abbia le qualità per proseguire questo percorso». Il direttore sportivo Francesco Palmieri apre la strada: «Per me è il dodicesimo anno qui e penso di invecchiare bene. Il Sassuolo ha dimostrato di fare le cose bene, è sempre stato attento alla crescita di giocatori, allenatori e dirigenti. Presentiamo un allenatore grandissimo con grandissime idee, innovative. Un ragazzo speciale, ha una gran voglia di fare bene».
FELICE. Largo ai sentimenti, che Aquilani non nasconde: «Sono felice e onorato di essere qui, è un posto che ho conosciuto da calciatore e dove ho potuto apprezzare le qualità che oggi sono rare nel calcio. Ringrazio per l’opportunità incredibile che mi è stata data». Sa cosa ritrova: «Un centro sportivo di livello con qualche anno in più e anche qualche capello bianco in più. Porto entusiasmo e desiderio. Ho delle idee da proporre ma non ho un mio calcio».
CONTINUITÀ. Nessun stravolgimento: «Questa squadra è abituata a giocare a quattro, io non vengo e dico voglio giocare a tre. I principi di gioco sono chiari». Il mercato: «C’è una linea condivisa. Si devono cercare giocatori con caratteristiche per esprimere le idee. C’è da fare, in alcune posizioni siamo carenti e so quel che serve». La scelta: «Direi naturale. Ho avuto modo di parlare con altri club, mi sento vicino al Sassuolo e alla famiglia Squinzi come pensiero. Quando credi in determinate cose il lavoro può risultare più semplice. Mi auguro che sia quella giusta, poi ci vuole la palla che rotola e va in porta. Il risultato condiziona. Ho iniziato a parlare con Carnevali e per me è stata una novità quando è andato alla Juve. Palmieri mi ha detto di preoccuparmi solo se vanno via gli Squinzi. Sappiamo tutti quello che ha fatto Carnevali, ci siamo sentiti diverse volte anche nel mio post da calciatore. Credo sia giusto guardare avanti».
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