di Massimo Boccucci
Non è ancora il solito Jannik Sinner schiacciasassi che conosciamo, ma per ora va bene lo stesso. Un mese lontano dalle partite ufficiali e l’approdo sull’erba di Wimbledon senza tornei di avvicinamento possono aver lasciato un po’ di ruggine. Anche se poi, alla fine, ha chiuso in tre set la sfida con l’indomito Nuno Borges in due ore e 31 minuti per 7-6 7-6 6-4.
Per i primi turni in fondo può bastare, ma lo stesso numero uno al mondo è perfettamente consapevole che bisognerà alzare progressivamente il livello entrando nella seconda settimana. Fattore positivo il servizio che dà buone risposte con 22 ace con 4 doppi falli, facendo pesare comunque gli errori con 29 non forzati. Domani lo attende Janson Brooksby, con cui ha vinto l’unico precedente cinque anni fa.
Primo set senza break, con Jannik che è riuscito dopo aver costretto il portoghese a salvare tre palle break nel primo gioco. Secondo parziale un po’ più complicato per aver ceduto il servizio con doppio fallo e un errore di dritto (saranno 30 tra forzati e non forzati). Infine, il terzo set sull’altalena passando dal servizio strappato al conto pari, andando a fiammate tra qualche errore di troppo che lo stesso Sinner ha sottolineato mettendosi le mani sul volto.
Sinner ha raccontato al pubblico del Centrale come stanno andando le cose: «Sono molto felice – ha detto -, ora ho due successi e vedremo cosa succede. Sono contento del risultato, ci sono un paio di cose da migliorare ma sono soddisfatto. Vediamo se mi sono tolto la ruggine. Questa è stata tirata e partite così mi aiutano un po’. Bisogna migliorare e devo sfruttare il riposo».
Per conservare la corona londinese la strada è ancora lunga e il miglior Jannik ha tutti i margini di miglioramento per allontanare sempre più gli effetti negativi del Roland Garros.