di Massimo Boccucci
Nessun club escluso dai professionisti, tutte le licenze nazionali dalla Serie A alla C sono state assegnate. Lo ha annunciato il nuovo presidente della Figc, Giovanni Malagò, chiudendo ieri sera il suo primo Consiglio Federale, che ha visto l’elezione, sulla sua proposta, di Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, come vice vicario e Umberto Calcagno, numero uno dell’Associazione italiana calciatori, quale vicepresidente.
In Serie C c’è da occupare il posto lasciato libero dalla Ternana, che è fallita e ripartirà dalla D: i piemontesi del Bra, pur precedendo il Foggia nella graduatoria, hanno dovuto fare un passo indietro per la mancanza dei requisiti infrastrutturali dello stadio, spianando così la strada al ripescaggio dei pugliesi per colmare il vuoto in organico.
«La tradizione di questo famoso Consiglio Federale del 1° luglio – ha detto Malagò -, che fa da spartiacque tra le stagioni sportive, per la prima volta dopo diversi anni non ha visto discussioni in merito a società che non hanno rispettato i parametri di iscrizione. Lo considero un aspetto di grande fortuna». Ora si vedrà se tutte le squadre arriveranno in fondo alla stagione e senza penalizzazioni, aggiungiamo noi.
Il presidente ha poi assicurato che in una settimana intende sciogliere i nodi nell’ordine del direttore tecnico e del commissario, senza escludere l’accoppiata Paolo Maldini e Antonio Conte pur invitando a non fossilizzarsi, accanto ai nomi per il ruolo proposto a Maldini di Giuseppe Bergomi, Gianfranco Zola, Gianluigi Buffon e Claudio Ranieri, oltre a quello di Roberto Mancini per la panchina azzurra.
Ha pure fatto sapere di non essersi posto il problema della sostenibilità perché prima vuole chiudere le questioni tecniche. Ha aggiunto che c’è molto da lavorare per gli sponsor e i partner, senza temere che possano condizionare le scelte sui candidati. Malagò ha fissato la road map. Dove porterà è tutto da scoprire in un clima da caccia alle streghe per il livello sottoterra del calcio italiano.