Il Messaggero Umbria 22 giugno 2026

LA MEMORIA

GUBBIO La memoria sta nel ricordo oggi delle quaranta vittime innocenti, tra civili e anche donne, che il 22 giugno 1944 vennero fucilate dai nazifascisti per rappresaglia, dopo che il 20 giugno alcuni partigiani avevano colpito alle spalle due ufficiali tedeschi nel Caffè Nafissi in corso Garibaldi. Scandiscono la giornata i riti, le bandiere a mezz’asta, l’apertura posticipata degli uffici comunali e i negozi. Le truppe avevano lasciato Gubbio risalendo verso nord. Un ufficiale medico morì e un altro rimase gravemente ferito. La risposta tedesca fu brutale, nelle ore successive ci furono rastrellamenti e arresti.

All’alba del 22 giugno quaranta cittadini vennero condotti presso il luogo dove oggi sorge il Mausoleo dei Quaranta Martiri. Il vescovo di allora, Beniamino Ubaldi, offrì in cambio la sua vita ma i tedeschi non ne vollero sapere, chiedendo invano che si facessero avanti i responsabili. Viene ricordata come una delle stragi più gravi compiute in Umbria durante l’occupazione nazista e uno degli episodi più tragici dell’intera storia eugubina.

Nel dopoguerra la città ha deciso di trasformare il luogo dell’eccidio in uno spazio dedicato al ricordo, così nel 1949 venne eretto il mausoleo che custodisce le vittime e rappresenta uno dei luoghi simbolo della memoria civile e religiosa della città. Il muro davanti al quale furono fucilati gli ostaggi è ancora visibile e costituisce una testimonianza concreta di quanto accadde in quella tragica alba del 1944.

Massimo Boccucci