www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 19 giugno 2026

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di Massimo Boccucci

The road to Wimbledon, chiedendosi come sta veramente l’attesissimo Jannik Sinner, dopo la disavventura al Roland Garros, e senza Lorenzo Musetti, che non ha recuperato pienamente dall’infortunio al Foro Italico, lasciando il posto a Matteo Berrettini, il quale grazie al suo forfeit può entrare nel tabellone principale londinese senza dover passare dalle qualificazioni. La stagione sull’erba, che nel 2024 aveva visto Musetti giocare a un livello stellare, è diventata una iattura per il toscano. 

«La riabilitazione sta procedendo molto bene – ha scritto Musetti sui propri social – e i risultati medici sono incoraggianti. Purtroppo, non avendo ancora iniziato una preparazione atletica completa, e dopo attenta valutazione, siamo giunti alla difficile conclusione che quest’anno non potrò competere a Wimbledon. Non è una decisione facile – ha concluso – ma è quella giusta, la mia priorità è tornare in campo al 100 per cento».

Sinner ha raggiunto ieri Londra, a 10 giorni dal via del torneo, in programma dal 29 giugno, per iniziare ad abituarsi all’erba e giocare l’Armani Tennis Classic insieme a Cobolli, Darderi e Ruud. Il campione altoatesino si sta allenando a pieno regime e non è passato inosservato quel dischetto bianco al braccio sinistro. Si tratta del sensore glicemico che spesso sono costretti a portare i diabetici, ma che nel caso del numero uno al mondo fa parte del monitoraggio deciso dopo i controlli al San Raffele. Dopo tutti gli esami ematici e cardiaci, anche il monitoraggio dell’insulina durante lo sforzo dell’allenamento è utile a capire quali possano essere i motivi che hanno portato al crollo a Parigi, quando nel terzo set era a 4 punti dal match ma ha perso 18 game consecutivi e quindi la sfida contro Juan Manuel Cerundolo.

Sia chiaro, non significa che Jannik abbia il diabete. Sul circuito c’è Sascha Zverev che ne soffre da quando era bambino e il Roland Garros l’ha appena vinto. Indiscrezioni vogliono che gli esami sono risultati negativi a patologie di questo tipo. Semplicemente i medici e il team vogliono capire come funziona il suo consumo glicemico e perché a Parigi lui si sia improvvisamente scaricato. Medici e nutrizionisti stanno monitorando, pronti a intervenire eventualmente per aggiustare l’alimentazione e l’integrazione, evitando così problemi di energie.

In passato anche Novak Djokovic, sempre all’avanguardia nella cura del fisico e non a caso ancora sul circuito a 39 anni compiuti, ha utilizzato questo metodo per monitorare il suo consumo glicemico soprattutto a fronte dell’alimentazione senza glutine che segue da sempre.