di Massimo Boccucci
Ha la strada spianata, anzi un’autostrada senza cantieri, verso la presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Giovanni Malagò si presenterà alle elezioni di lunedì prossimo dopo aver ricevuto prima il via libera sul piano sportivo del Collegio di Garanzia del Coni la scorsa settimana e ieri anche quello più atteso, per il rischio di eventuali ricorsi, dell’Anac, ossia l’Autorità anticorruzione che ha tolto ogni dubbio sulla sollevata presunta ineleggibilità dell’ex presidente del Coni.
Il parere era stato richiesto dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a seguito dell’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Roberto Marti della Lega, che chiedeva di fare chiarezza su una possibile incompatibilità di ruoli per Malagò, nel caso in cui passasse in meno di tre anni – questo il termine definito dalla legge Severino – da guida del Coni a quella della Federcalcio, come viene dato per scontato nel duello con Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti.
La nota diffusa ieri dall’Anac chiarisce che «la disposizione rinvia alla previsione contenuta nell’articolo 29-bis della legge numero 262 del 2005, la quale, letta in combinato disposto con la norma di rinvio, richiede che il rapporto avviato al termine dell’incarico presso l’organo collegiale rientri tra i rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego».
Gli incarichi di presidente o di membro di organi collegiali degli enti privati non sono riconducibili ad alcuna di queste categorie. Malagò si prepara, dunque, a prendere in mano la Figc, con lo stesso Consiglio Federale, e a fare come prima mossa la nomina del nuovo commissario tecnico, che da più parti viene ricondotta al ritorno di Roberto Mancini. Si vedrò se basterà a risollevare le sorti del calcio italiano.