LA PAURA
GUBBIO Non dà tregua la “maledetta”, come viene chiamata la variante della strada statale numero 219 Pian d’Assino, nel tratto a est che continua a registrare incidenti in una lista sempre più lunga, che in una ventina d’anni ha consegnato alla collettività oltre 300 sinistri con 26 morti. L’ultimo della serie venerdì notte, verso le una e mezza all’altezza dell’uscita della frazione di Padule, con uno scontro frontale tra un’Alfa Romeo 159 e una Ford Fiesta, con tre ragazzi eugubini rimasti feriti, di cui uno estratto dalle lamiere contorte in gravi condizioni.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco del distaccamento di Gubbio con il personale del 118 e l’elisoccorso “Nibbio”, oltre al personale di Anas che ha gestito le operazioni di chiusura del tratto per un paio d’ore e, dopo aver disposto il senso unico alternato per consentire la circolazione soprattutto dei mezzi pesanti, c’è stata all’alba la completa riapertura del traffico. Due giovani sono stati portati con Nibbio all’ospedale Santa Maria della Misericordia a Perugia, dopo essere atterrato nell’area verde a lato della carreggiata, mentre un terzo ha raggiunto il vicino nosocomio di Branca in ambulanza.
A bordo dell’Alfa Romeo c’erano un ventiduenne e una diciannovenne, entrambi trasportati in elisoccorso al Silvestrini, mentre sulla Ford Fiesta viaggiava un ventiquattrenne portato a Branca. I carabinieri hanno effettuato i rilievi del caso per arrivare a stabilire la dinamica dello scontro frontale tra l’Alfa Romeo 159 che viaggiava in direzione di Gubbio e la Ford Fiesta diretta sulla carreggiata opposta verso Branca. Ci sarebbe stata un’invasione di corsia, ma bisognerà attendere tutti gli accertamenti.
LA RICHIESTA
Dopo l’ultimo incidente mortale, il 16 ottobre costato la vita a un ventottenne, il sindaco Vittorio Fiorucci aveva scritto al ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ricordando la promessa elettorale del 2024 sotto elezioni comunali che si sarebbe realizzato il raddoppio della Pian d’Assino che nel 2005 è stata inaugurata con due sole corsie e senza vie di fuga. Fiorucci si è rivolto, a ottobre 2025, al governo Meloni, sollecitando anche Regione e Anas, nel chiedere «con forza di inserire il raddoppio del tratto Gubbio Est-Branca tra gli interventi urgenti di sicurezza nazionale». In sospeso è rimasta anche la questione degli autovelox, annunciati ripetutamente prima da Filippo Mario Stirati e poi dal successore Fiorucci. Da mesi è stato riattivato l’iter per reinstallare i sistemi di controllo elettronico della velocità, dopo la scadenza delle precedenti autorizzazioni, ma è tornato il silenzio.
Massimo Boccucci