www.ilmessaggero.it 10 giugno 2026

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di Massimo Boccucci

Il ritorno di Alessandro Nesta. Riparte dall’Avellino e dalla Serie B dopo un anno passato ad aspettare l’occasione giusta lasciandosi alle spalle il debutto in A col Monza che sperava andasse diversamente. Al Partenio-Lombardi con lui c’erano il presidente biancoverde Angelo Antonio D’Agostino e il direttore sportivo Mario Aiello per aprire di fatto la stagione con la presentazione.

Nesta è entrato deciso come quando giocava in difesa: «Ho avuto subito l’impressione di un club che vuole crescere, con gli altri non è stata la stessa cosa. La trattativa è durata pochissimo e porto in Irpinia la voglia di rivalsa. Sono retrocesso a Monza, anche da calciatore mi hanno dato per morto dopo gli infortuni e mi presento con la rabbia di chi ha ambizione. Le ambizioni vanno di pari passo con quelle dell’Avellino».

La formula tattica: «Partiremo dalla difesa a 4 e si potrà passare a 5 senza vergogna nel finale delle partite. La squadra ha chiuso quest’ultima stagione con il 4-3-1-2, un modulo che conosco e che ritrovo. C’è bisogno della fantasia e del talento che fa la differenza. Nella scorsa stagione c’era l’entusiasmo per il ritorno in B, ora questo entusiasmo va consolidato. In Serie B può succedere di tutto. Il direttore Aiello sta sul pezzo, mi chiama sempre e abbiamo studiato le caratteristiche, ma è presto per dire chi arriva e chi parte. Non è opportuno. Stiamo facendo mercato e sono sicuro che allestiremo una squadra giusta.  Occorre organizzazione, vediamo cosa riusciremo a fare».

Un giocatore, Izzo, gli fa dire che «ho un gran rapporto con lui. A Monza ho compreso quanto possa dare anche nei momenti più complicati come giocare a San Siro. È un calciatore che non tradisce mai». Il suo legame con l’Irpinia: «Mio suocero è nato ad Avellino, in centro, mentre mia moglie è nata a Roma. Ho parenti in questa terra».

La scelta è precisa: «Per me è il momento giusto, trovo una realtà in crescita e motivata. Ho accettato per questo, sono contento di trovarmi in una piazza così calda. Non mi piacciono i posti piatti. Voglio che la gente sia felice, il compito è questo. Sono contento se ci seguono in tanti. Nelle comunità americane dove sono stato ho trovato tantissimi avellinesi. Già avverto questa responsabilità e se non la vivo non mi piace».