di Massimo Boccucci
La prima volta di Alexander “Sascha” Zverev in uno Slam. Il ventinovenne tedesco ha vinto il Roland Garros in finale contro Flavio Cobolli, dopo una battaglia estenuante di fisico e nervi, per 6-1 4-6 6-4 6-7 6-1 in 3 ore e 52 minuti.
Si è tolto di dosso l’etichetta di grande incompiuto il numero 3 del mondo. Davanti a Dominic Thiem, che nel 2020 gli aveva portato via lo Us Open rimontando da 2 set di svantaggio, Zverev ha chiuso il conto anche con Parigi, dove nel 2022 aveva messo a rischio la carriera rompendosi una caviglia nella semifinale contro Rafa Nadal.
Finisce in lacrime per Sascha, che poi si è sciolto in un abbraccio con il nostro Flavio, uno dei suoi più cari amici sul circuito. L’Italia non può festeggiare un nuovo campione Slam dopo Nicola Pietrangeli, Panatta e Sinner. L’Adriano nazionale, costretto a un supplizio di quasi quattro ore in giacca sotto il sole, non ha avuto stavolta la soddisfazione di passare il trofeo nelle mani di un altro italiano, come aveva fatto a Roma con Jannik.
A Cobolli resta la gioia di una prima finale Slam giocata da big e che lo porta da oggi nella top ten del ranking Atp, e dà all’Italia la certezza di aver trovato un altro campione, un altro protagonista pronto a regalare trofei preziosi dopo la Coppa Davis vinta insieme a Matteo Berrettini lo scorso novembre.