di Massimo Boccucci
I tempi del nuovo allenatore del Sassuolo li detta giocoforza Fabio Grosso. Non ci potrà essere un successore, infatti, finché lui non si libera, insieme allo staff che intende portarsi a Firenze, dal contratto coi neroverdi fino a giugno 2027. Si dovrebbe chiarire tutto verso metà settimana. L’ad Carnevali e il ds Palmieri seminano e a oggi tutto porta ad Alberto Aquilani, che a sua volta deve rescindere col Catanzaro, con Ignazio Abate alternativa (nel mirino anche del Torino, unitamente allo stesso Aquilani). C’è pure la candidatura di Raffaele Palladino, congedato dall’Atalanta. Il borsino aggiornato: Aquilani 50%, Abate 20%, Palladino 20%, tecnico straniero o altro 10%. Le attenzioni più forti sono su Aquilani, il quale ha preso tempo annunciando di dover parlare con i dirigenti calabresi, che conosce l’ambiente per i trascorsi da centrocampista in neroverde e ha le caratteristiche gradite.
IDEA DI CALCIO. Convince di Aquilani l’idea di gioco offensivo e dinamico, col centrocampo propositivo più che attendista e il tridente d’attacco, tenendo i ritmi sempre alti nella vocazione offensiva (in B a segno in 20 delle ultime 21 partite tra campionato e playoff). Il freno su Aquilani, così come su Abate, sta nell’esperienza nei professionisti: il primo tra Pisa e Catanzaro, l’altro tra Ternana e Juve Stabia.
SCELTE PESANTI. Muharemovic e Koné hanno la valigia pronta e soprattutto la testa al Mondiale. Il difensore bosniaco manda messaggi: «Voglio scegliere io dove mi sento meglio, dove mi vedo per tanti anni. Non posso dire se giocherò in Italia o all’estero, non ho ancora parlato con i miei agenti». Mulattieri, reduce dalla 3ª promozione in carriera per il ritorno del Deportivo La Coruna in Liga dopo 8 anni, aspetta notizie dal club spagnolo che ha la possibilità di riscattarlo: all’attaccante piacerebbe restare facendo i conti con altri 2 anni di contratto in Emilia.
Infopress