di Massimo Boccucci
L’abbraccio bellissimo immortalato tra Marco Bezzecchi e Kimi Antonelli, subito dopo il Gran Premio d’Italia della MotoGp appena vinto dal romagnolo, ha mostrato al mondo tutto il meglio dello sport italiano in questo momento storico. Motori e tennis fanno sognare. Sul calcio va steso un velo pietoso e via andare. Strepitoso l’incontro ravvicinato del terzo tipo tra i due piloti che stanno dominando le due categorie più importanti del motorsport, la MotoGp nelle moto e la Formula Uno nelle auto. Kimi si è presentato al Mugello per godersi la gara e vedere gli amici piloti, soprattutto gli italiani, compreso Pecco Bagnaia, con cui si è intrattenuto a lungo ai box della Ducati e che è salito sul podio al 3° posto.
E al termine della corsa, nel parco chiuso, ha cercato Marco il trionfatore. I due sono amici, si scambiano spesso messaggi, si erano già visti al ranch di Valentino Rossi e ieri in quell’abbraccio si è vista tutta l’intesa di due ragazzi che, sognando a occhi aperti, portano l’Italia in cima al mondo. Non è escluso che Bezzecchi, il 6 settembre, non ricambi la visita e magari la stessa scena a Monza.
L’Aprilia ha vinto per la prima volta di sempre. Col ritorno prepotente di Marco, che sabato aveva marcato quella gran pole da record, salvo poi sbagliare la prima staccata alla San Donato per ritrovarsi sesto e poi chiudere quarto. Ieri ha controllato ed è tornato a vincere: 4ª vittoria su 7 gran premi della stagione, sotto la bandiera sventolata dal suo amico Antonelli. Da tutta la vita Bezzecchi sognava di vincere al Mugello e quel giorno è arrivato con la testa del Mondiale a 173 punti, davanti al compagno di squadra Jorge Martin a 156, giunto secondo, e Fabio Di Giannantonio della Ducati a 134, arrivato quinto.
Dalle moto al ciclismo con il finale della 109ª edizione del Giro d’Italia 2026, ieri sulle strade del litorale romano e del centro di Roma che hanno riservato la passerella per Jonas Vingegaard, trionfante in rosa e diventato l’ottavo corridore di sempre a vincere i tre grandi giri dopo Tour de France e Vuelta di Spagna.
Jonathan Milan ha piazzato l’acuto proprio nella tappa conclusiva. Il velocista della Lidl-Trek ha centrato il primo successo vincendo davanti a Giovanni Lonardi. Festa grande per il danese che alla 20ª tappa di sabato, dove a oltre 10 chilometri dall’arrivo ha fatto il vuoto, è andato a conquistare la vittoria in cima alla salita di Piancavallo. Secondo e terzo, al traguardo e sul podio finale, Felix Gall e Jay Hindley. La maglia bianca di miglior giovane per Afonso Eulalio e a Giulio Ciccone la maglia azzurra di miglior scalatore.
La corsa rosa di quest’anno è stata in tono minore, tra l’assenza del fuoriclasse Tadej Pogačar e in chiave azzurra con un dato statistico decisamente brutto: mai, nella storia del Giro, gli italiani erano rimasti fuori dai primi 7 in classifica generale.
Infine, è appena partito il Giro d’Italia Women e l’esito della prima tappa, da Cesenatico a Ravenna con arrivo in volata, è stato ribaltato da una clamorosa decisione della giuria, che tra le polemiche hasqualificato la vincitrice, Lorena Wiebes. La campionessa olandese è stata esclusa per “irregolarità nella bicicletta”, lasciando tutti sorpresi, in primis il suo team, la Sd-Worx. La sua bici è risultata pesare meno del consentito: 6,78 chilogrammi. Un minus di appena 20 grammi, sufficiente però per decretarne non solo la perdita della vittoria e della maglia, ma addirittura l’esclusione dalla corsa, mentre la sua scuderia in una nota ufficiale ha avanzato dubbi sulla procedura di pesatura delle bici. Elisa Balsamo è maglia rosa dopo le prime due tappe.