www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 20 maggio 2026

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di Massimo Boccucci

Certe imprese sono il sale dello sport, come quella di Filippo Ganna ieri al Giro d’Italia. Due anni dopo aver battuto Tadej Pogačar nella cronometro di Desenzano, il ventinovenne ciclista piemontese ha dominato tutti sui 42 chilometri della crono da Viareggio a Massa, appena 50 metri di dislivello, decima tappa della corsa rosa 2026.

Una prestazione mai vista nei grandi giri: con una media di 54,921 chilometri orari. Nessuno è mai andato più veloce di Ganna in una cronometro superiore ai 40 chilometri tra Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta, ricordando che David Millar fece in precedenza 54,351 chilometri orari sui 49 chilometri del Tour 2003. Ganna si è lasciato andare alla soddisfazione esaltando, giustamente, la prestazione bellissima che è andata costantemente attorno ai 63-64 all’ora.

Quella di ieri è stata la 7ª cronometro vinta al Giro, come Eddy Merckx: davanti a lui c’è soltanto Francesco Moser con 12. Pippo ha conquistato la sua 40ª vittoria da professionista, di cui 32 crono e nessuno come lui in attività, celebrando l’8ª vittoria al Giro. Con quel rapporto monocorona da 64 denti anteriore, abbinato al 13-14 posteriore, che gira a 100 pedalate al minuto, sulle strade della Versilia tra mare, spiaggia e pineta, è come se il piemontese di Netcompany-Ineos avesse fatto un inseguimento, non su pista ma su strada, in modo veramente impressionante.

Alle spalle di Ganna è arrivato il compagno di squadra Arensman staccato di un minuto e 54 secondi. La grande sorpresa resta il portoghese Afonso Eulalio, che continua il sogno con la sua maglia rosa sulle spalle. Era quasi scontato che Jonas Vingegaard gliela potesse portare via, troppa la differenza anche se il danese doveva recuperagli 2 minuti e 24 secondi. Ma stavolta Jonas ha deluso con una delle sue peggiori prestazioni nei grandi giri, lasciando Eulalio davanti a lui di 27 secondi.

Il Giro risale l’Italia e oggi arriva in Liguria con l’undicesima tappa, Porcari-Chiavari di 195 chilometri, 2.850 metri di dislivello e 3 stelle di difficoltà, per attaccanti, come accade sempre quando bisogna superare gli Appennini. Partenza alle 12.20. Tappa molto movimentata, specialmente nella seconda parte.