L’OPERAZIONE
GUBBIO Nelle casse comunali sono in arrivo 240.457 euro dalla cessione di terreni ed edifici pubblici. Sono state aperte undici offerte in busta presentate entro il 4 maggio, aperte ufficialmente il 7 maggio e inserite nella graduatoria pubblicata dal Comune. Questa maxi operazione di vendita degli immobili dell’ente ha visto dieci aggiudicazioni per un incasso complessivo che supera i 240mila euro. Sono assegnati sette terreni che sono situati soprattutto lungo il tracciato dell’ex ferrovia Arezzo-Fossato di Vico tra Padule, Torre Calzolari, Branca e Semonte. Vendute anche due aree in località Ferratelle e soprattutto uno dei lotti più attenzionati del centro storico, come la porzione di palazzo Palmi in via XX Settembre, catalogato come lotto numero 4 e aggiudicato per 128.676 euro, dopo aver subito un ribasso del 10 per cento nei giorni successivi alla pubblicazione del bando. Su questo immobile si è registrato anche il rialzo più significativo, pari al 12,91 per cento.
Restano comunque 17 lotti invenduti e quindi una parte consistente del patrimonio immobiliare inserito nell’operazione di alienazione dovrà tornare sul tavolo Giunta Fiorucci, chiamata a decidere se procedere con una nuova gara e valutare eventuali ulteriori ribassi per rendere più appetibili alcuni immobili rimasti senza offerte. Si registra il disinteresse per le ex scuole delle frazioni, rimaste tutte senza buste e peraltro già messe all’asta in passato, e non ha per ora trovato acquirenti l’ex vivaio di Torraccia, ovvero il lotto numero 27 con una base d’asta di 883mila euro. Era la cessione più auspicata dalla Giunta comunale per fare cassa e rilanciare Questa zona in periferia. Nessuna offerta è arrivata per l’area, nonostante negli ultimi anni il Comune si sia impegnato fortemente anche in una variazione urbanistica per renderla più attrattiva dal punto di vista economico, orientandola verso destinazioni produttive e artigianali-industriali. Questa variazione d’uso doveva aumentare l’interesse del mercato, però almeno in questa fase non è bastato. Il futuro di Torraccia può considerarsi la parte più importante della strategia immobiliare del Comune nei prossimi mesi.
Massimo Boccucci