di Massimo Boccucci
Paris Saint-Germain e Arsenal si danno appuntamento alla Puskás Aréna di Budapest in Ungheria per sabato 30 maggio alle ore 18. Questa la finale che concluderà la 71ª edizione della massima competizione europea per club, la 34ª da quando è stata ribattezzata Uefa Champions League. I francesi difenderanno il titolo conquistato il 31 maggio dello scorso anno a Monaco di Baviera, battendo l’Inter per 5-0, con uno scarto di gol mai visto in una finale, per provare a diventare il 2° club nell’era della Champions a tenersi la coppa dopo il Real Madrid.
I Gunners, finalisti vent’anni fa, possono invece diventare la 25ª squadra a trionfare e la 2ª nuova vincitrice consecutiva dopo il Psg nel 2025 e che dal 2020 è alla sua 3ª finale.
Il famoso 5-4 di Parigi all’andata, inno allo spettacolo ma anche al festival degli errori, basta alla squadra di Luis Enrique per eliminare il Bayern Monaco che ieri sera è andato sotto, con Dembélé implacabile dopo soli due minuti e venti secondi, ed è riuscito a pareggiare al 94’ con Kane, al 55° gol stagionale, senza ribaltare il risultato e lasciando la possibilità di giocarsi la 12ª finale della sua storia.
L’Arsenal ha aspettato il verdetto di Monaco dopo essersi già sbarazzato 1-0 dell’Atletico Madrid grazie all’eroe di casa Bukayo Saka che ha fatto la differenza dopo il pareggio dell’andata. Riccardo Calafiori, partito titolare e in campo per la prima ora, ha guidato lo splendido tuffo sotto la curva mentre nello stadio risuona l’inno del club, quel «North London forever», ovvero Londra nord per sempre, che continua con «indipendentemente dal tempo» perfetto per una festa bagnata.