di Massimo Boccucci
Kristian Thorstvedt, il suo Sassuolo è la sorpresa?
«Direi di sì, non credo che molti si aspettassero questa posizione».
Allegri ha detto che Grosso è l’allenatore rivelazione. Concorda?
«Ha fatto un lavoro straordinario, è qui da due anni e ha dimostrato le qualità tecniche e umane. Parla con ciascuno di noi e ci sentiamo apprezzati».
La qualità maggiore della squadra?
«Il rapporto tra i giocatori. Siamo connessi, si vede che abbiamo un buon feeling e siamo bravi a giocare negli spazi stretti».
Senza assilli di classifica giocate meglio?
«Rispetto a due anni fa, quando siamo retrocessi, è molto più facile perché non ci sono pressioni e possiamo esprimerci liberamente».
Scelga la partita più bella.
«Le due contro l’Atalanta: il 3-0 a Bergamo e il 2-1 in casa dopo l’espulsione di Pinamonti. Una sensazione incredibile per me segnare il raddoppio».
Come giudica la sua quarta stagione in Italia?
«Felice di giocare qui, sono cresciuto e migliorato. Conosco il campionato, i giocatori e la lingua».
Cosa le piace di più e meno del nostro Paese?
«Venendo dalla Norvegia ho trovato il clima molto piacevole e ho imparato ad apprezzare la cucina italiana. Se devi riparare qualcosa in casa… ci vuole più di tempo».
Tre gol e 4 assist: si vede il Thorstvedt migliore?
«Sto facendo del mio meglio, sono più completo e cresciuto fisicamente, vinco i duelli e mi vengono meglio i passaggi. Vorrei segnare di più».
La Norvegia dove può arrivare al Mondiale?
«Tornarci dopo 28 anni è già un grande traguardo, l’obiettivo dev’essere superare la prima fase in un girone difficile con Francia, Iraq e Senegal. E se ce la facciamo, poi tutto può succedere».
Chi vincerà il Mondiale?
«Mi piace la Spagna, penso che è forte e con una qualità notevole. La Francia ha una buona squadra e sarà anche divertente vedere le nazionali di altri continenti, come Brasile e la competitiva Argentina».
Suo padre Erik è stato un famoso portiere del Tottenham e preparatore della Nazionale norvegese: cosa ha ripreso?
«Andavamo sempre insieme al campo, lui in porta e io tiravo. Credo che mi abbia aiutato tanto e oggi, durante la settimana, parliamo molto. Ora lavora in televisione e da tempo: conosce bene il gioco sapendo cosa si deve fare e non. Sono fortunato ad averlo».
Le passioni per gli scacchi e il golf incidono sul suo modo di giocare?
«Gli scacchi sono un gioco molto tattico e ha similitudini con il calcio, per esempio bisogna controllare il centro e proteggere il re, che può essere il portiere nelle situazioni. Anche il golf è un ottimo gioco mentale: ci sei solo tu e una pallina molto piccola che devi mandare in buca. Sono hobby che mi rilassano per staccare».
Il contratto scade nel 2027: pensa di restare e magari prolungare?
«Stiamo discutendo proprio adesso del nuovo accordo, vedremo cosa succederà. Speriamo di trovare la soluzione. A Sassuolo mi sono divertito moltissimo e spero che continui così».
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