di Massimo Boccucci
Ha incassato altre due investiture importanti, Giovanni Malagò, nella corsa alla presidenza della Figc verso le elezioni fissate per il 22 giugno e intanto in vista della scadenza per le candidature il 13 maggio. Le associazioni di calciatori (Aic) e allenatori (Aiac) hanno espresso ieri pomeriggio in una nota congiunta la propria preferenza per la futura guida della Federcalcio, dichiarando di puntare su Malagò.
Calciatori e allenatori hanno sottolineato che nel corso degli incontri e dei confronti delle ultime settimane sono emerse importanti convergenze sui principali punti programmatici quali il Club Italia, la sostenibilità e le riforme, il progetto tecnico-sportivo e il calcio femminile. Parlano di una visione di politica sportiva che, partendo dal forte impulso iniziale della Lega di Serie A che ha indicato Malagò, offre ampie garanzie in questa delicata e importante stagione federale nella quale ragionare di sistema è la sola strada da percorrere.
Aic e Aiac auspicano che l’ex presidente del Coni sciolga positivamente le sue ultime riserve. Il diretto interessato ha accolto con grande soddisfazione la posizione di calciatori e allenatori, ringraziandoli per la fiducia che lo responsabilizza ulteriormente nel fare delle valutazioni per la candidatura. Malagò ha fatto sapere che scioglierà la riserva entro la fine della prossima settimana per rispetto anche degli incontri fissati con le assemblee di Serie B e C.
All’assemblea elettiva di giugno, Malagò parte dal 18 per cento scarso della Serie A (senza il voto di Claudio Lotito, unico contrario alla candidatura), al quale si aggiungono il 20 per cento dei voti dei calciatori e il 10 per cento degli allenatori. Per essere eletti serve il 50 per cento più uno dei voti validamente espressi: a Malagò manca veramente poco.
C’è ancora disponibile il 6 per cento della Lega Serie B e il 12 per cento della Lega Pro. Malagò e Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti che conta il 34 per cento, incontreranno i club di B il 6 maggio e, due giorni dopo, quelli di C. La strada aperta sembra pressoché spianata per il presidente della Fondazione Milano Cortina che viene lanciato come simbolo del cambiamento e per guidare la svolta.