www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 16 aprile 2026

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di Massimo Boccucci

I paradossi nel calcio non finiscono mai. Storia di una multa da 6.000 euro comminata ad Antonio Conte, dopo l’espressione irriguardosa verso l’arbitro Manganiello nella partita Napoli-Como di Coppa Italia il 10 febbraio scorso. Quei soldi il tecnico vorrebbe darli in beneficenza. La squalifica iniziale di 4 giornate era stata convertita, d’intesa con la Procura Federale, in un’ammenda destinata a una causa solidale.

Su proposta dello stesso Conte, assistito dall’avvocato Mattia Grassani, la cifra doveva essere devoluta con versamento diretto alla Fondazione Ant, un’associazione di Bologna che si occupa di assistenza domiciliare gratuita per malati oncologici, segnalata proprio dal legale. Ma a distanza di settimane manca ancora il via libera della Figc. Dal 12 marzo, data dell’accordo, il legale di Conte ha inviato tre solleciti senza ricevere alcuna risposta.

Il Codice di giustizia sportiva impone il pagamento entro 30 giorni dal comunicato ufficiale, pubblicato il 7 aprile. Senza autorizzazione alla devoluzione, Conte sarebbe costretto a versare la somma alla Federazione, pena la decadenza dell’accordo e il ritorno alla squalifica di 4 giornate. A rimetterci sarebbe l’associazione beneficiaria e chi ha davvero bisogno di assistenza.

Quella disponibilità di Conte venne accolta benissimo dalla Procura già in sede di audizione e sembrava il miglior epilogo di quella vicenda. Va visto come un grande segnale di come potrebbero essere spesi bene i soldi delle multe invece che rimpinguare le casse del calcio. Senza il benestare federale alla devoluzione benefica dell’importo, il buon proposito finirebbe vanificato.

Non ci vorremmo neanche pensare, immaginando alla solita burocrazia all’italiana, ma nel calcio italiano così malridotto ricordare certe storie può servire a far scattare un po’ di dignità che troppo spesso si perde.