di Massimo Boccucci
Se Ashley Cole vuole davvero mettere un timbro forte sulla sua avventura italiana deve cercare a tutti i costi la svolta sabato pomeriggio al “Barbera” contro il Palermo. Fin qui il percorso dall’avvicendamento in panchina non è stato granché: 4 punti in 4 gare, con 2 sconfitte, sono pochi per il Cesena che ha voluto il cambio dell’allenatore pensando a un recupero nei risultati dopo le difficoltà nell’ultimo periodo con Michele Mignani. Sotto la gestione del tecnico britannico è peggiorata soprattutto la media dei gol subiti, diventata di 1,75 a partita e visibilmente superiore a quella di 1,43 registrata nel girone di ritorno con il predecessore, dopo che nella prima parte di stagione i bianconeri stavano a 1,05. Il passaggio alla difesa a quattro non sta dando a Cole quei miglioramenti che ha immaginato quando, subentrando, ha messo subito da parte il consolidato assetto a tre di Mignani andando incontro allo choc di Mantova.
MEZZO TEMPO. Sono emerse già nel suo debutto al Martelli, con l’iniziale disorientamento dopo appena due giorni di lavoro, le fragilità nella fase di non possesso, con annessi errori individuali. L’unico sussulto buono si è visto nella ripresa con il Catanzaro, che è stato ribaltato dopo che i romagnoli avevano rischiato l’osso del collo nel primo tempo. Cole ha mandato soltanto quel segnale ed è troppo poco. Per questo la partita a Palermo viene considerata il crocevia della verità nella corsa ai playoff, ora minata dal passo lento di questo Cesena involuto.
GIOVANI. Mentre è tornata in vetta al campionato la Primavera, insieme al Parma, l’ambiente s’interroga sul modo nel quale sta procedendo la valorizzazione dei giovani. In particolare dei più quotati, come Cristian Shpendi e Tommaso Berti. Il 4-2-3-1 consegna più libertà di azione a Berti, trequartista con licenza di creare gioco in fase di possesso e mezzala quando c’è da coprire, mentre Shpendi è stato spostato sull’esterno e Francesconi s’è ritrovato accantonato.
TROPPO SOLO. Con Artico a libro paga ma fuori dai giochi e Fusco che ha salutato rescindendo il contratto, resta da solo Cole. Non ha un direttore sportivo con cui confrontarsi ogni giorno e gli unici consigli può averli dal Condor Agostini. Qualcosa deve cambiare ed è chiaro che la trasferta siciliana aggiungerà elementi ai contenuti della riflessione in corso per l’andamento lento del campionato bianconero in una fase cruciale. In questo momento c’è anche la minaccia della Carrarese che preme alle spalle, oltre al fatto che in certe condizioni la strada dei playoff sarebbe subito in salita.
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