www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 3 novembre 2026

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di Massimo Boccucci

«Ognuno è veloce in certi momenti. Bisogna essere un campione per essere veloce sempre». Lo diceva Ayrton Senna, l’eroe della Formula Uno che ha sempre ispirato Kimi Antonelli, bravissimo a far propria la filosofia del fuoriclasse brasiliano. Il pensiero di Kimi è andato ad Ayrton dopo aver capito che cosa aveva fatto in Messico conquistando il Mondiale con largo anticipo.

Dietro il titolo mondiale del ventenne bolognese residente a San Marino c’è un progetto lungo 9 anni, fatto di investimento, lavoro quotidiano e fiducia. La Mercedes ha scommesso sul talento italiano quando era appena undicenne, decidendo di accompagnarlo in ogni fase della sua crescita, fino al debutto in Formula Uno arrivato nel 2025 a soli 18 anni.

Una scelta che oggi restituisce alla scuderia e a Toto Wolff, lo scopritore del neo campione del mondo, uno dei risultati più importanti della propria storia recente e che, secondo lo stesso Wolff, ha richiesto un investimento superiore ai 10 milioni di euro.

Il destino l’ha voluto sul podio messicano accanto a Max Verstappen, che ha vinto 4 titoli, e a Lewis Hamilton che ne ha conquistati 11. Wolff ha ricordato, nelle ore del trionfo, come persone di altre scuderie, quando il ragazzo attraversava 9 gare consecutive senza fare punti, non avrebbe dovuto essere alla Mercedes e neanche in Formula Uno.

Papà Marco e mamma Veronica non si sarebbero persi il Gran Premio del Messico per nulla al mondo. Loro due quel bambino lo hanno visto crescere, aiutandolo a realizzare il sogno di vincere il Mondiale che aveva esternato pubblicamente.

I genitori e la sorellina del bolognese, Maggie, sono arrivati a Città del Messico sabato pomeriggio, visto che il team Antonelli Motorsport era impegnato al Mugello nell’ultimo round del campionato italiano Gt, che non è riuscito a vincere. Ad avvicinare Kimi al motorsport non è stato soltanto Marco, ma anche Veronica, che ha ricordato come cercasse di farlo addormentare con il rumore delle macchine, spingendo il passeggino dietro le auto da corsa mentre erano accese.

Il suo luogo dell’anima è San Marino. Ha sempre rivendicato l’orgoglio italiano, non ha mai tradito le radici bolognesi, ma al contempo sul monte Titano ha fatto la sua strada, vivendo il quotidiano fatto di serenità e buoni sentimenti.  Antonelli è soggetto al regime fiscale ordinario sammarinese, senza beneficiare delle agevolazioni riservate ai residenti atipici.

Il padre Marco vive nella Repubblica dal 2019, dove ha stabilito le proprie attività nel motorsport. Suo figlio l’ha raggiunto diciottenne attraverso il ricongiungimento familiare. Era il 2024, cioè un anno prima di debuttare nel Mondiale con la Mercedes. Proprio il padre ha definito San Marino un ottimo compromesso generale anche per un pilota di Formula Uno, allontanando le sirene monegasche delle dichiarazioni del Principe Alberto su un trasferimento mai confermato e anzi tenuto a distanza.

A San Marino preparano una grande festa, con in prima linea il Segretario di Stato per lo Sport, Rossano Fabbri, e il presidente del Comitato olimpico nazionale sammarinese, Christian Forcellini, che già l’hanno accolto in modo trionfale il 19 settembre scorso per il bagno di folla a Sport In Fiera. Sarà tutto fatto su misura di ragazzo, perché sul Titano la gente che tifa per lui ha festeggiato ma da quando risiede stabilmente a Cailungo, nel Castello di Borgo Maggiore, non l’ha mai soffocato.

I sammarinesi sono orgogliosi di vedere Antonelli nella loro terra, Stato sovrano nella penisola italica, e fanno di tutto per goderselo avendolo rispettato fin da subito. Ecco perché la festa di Kimi a San Marino sarà l’emblema della semplicità del campione nella terra della più bella genuinità.