SERIE C
GUBBIO Ci mancava soltanto la Coppa Italia nel bel mezzo di una bufera sollevata dalle sette sconfitte consecutive e un pareggio in campionato, che hanno fatto precipitare in zona rossa il Gubbio. Ora la squadra di Piero Braglia, già piena di cerotti e col morale a terra, si sobbarcherà il viaggio ad Altamura per gli ottavi di finale, con partenza domani all’ora di pranzo e rientro mercoledì in serata dopo la partita in programma martedì alle 20.30 con diretta su Sky e Now.
«Le partite vanno onorate – spiega l’allenatore -, abbiamo anche delle alternative da vedere. Qualcuno, come Di Noia, Cardascio e Cesari, non è ancora pronto per giocare, mentre per gli altri stiamo cercando di recuperare la migliore condizione. Fisicamente iniziamo a stare meglio, per quello che posso vedere, iniziano a lottare e a voler restare attaccati al risultato. Ho avuto questa sensazione. Magari è poco, ma da qualche parte bisogna aggrapparsi».
Alla coppa è veramente complicato pensare sapendo di avere poi un primo drammatico scontro diretto contro la Vis Pesaro domenica prossima al Barbetti, alle 14.30. La tifoseria è in subbuglio, c’è una scollatura nell’ambiente che i risultati così negativi non aiutano a superare. Braglia fronteggia l’onda d’urto della contestazione sia per gli attriti a monte quando se ne andò due anni fa e sia perché dal 3 novembre 2024 non vince una partita nella striscia delle 33, con 23 sconfitte e 10 pareggi, che si porta dietro tra Campobasso, Rimini, Perugia, Pontedera e adesso le 3 giornate a Gubbio subentrando a Mimmo Di Carlo.
Il tecnico toscano prova a risollevare lo spirito: «I giocatori a Pineto si sono impegnati fino alla fine, hanno corso fino all’ultimo. L’unica cosa a cui puoi aggrapparti è la voglia di non perdere. Hanno provato a rimettere in piedi la partita, ma non ci sono riusciti. La realtà è questa, i giocatori sono arrabbiati e vogliono tirarsi fuori. Non so se sia stata la voglia di recuperare il risultato, ma non ho avuto la sensazione di una squadra stanca». Braglia fa una sottolineatura specifica nel ricordare «alcuni giocatori capaci di saltare l’uomo, ma non abbiamo mai vinto un uno contro uno. Poi diventa tutto più difficile. È ora di guardare la realtà, rimboccarsi le maniche e iniziare subito a fare risultato, altrimenti diventa dura. Anche perché gli altri fanno punti e il divario aumenta. Sono amareggiato più che preoccupato».
I tifosi stanno contestando aspramente: «Davanti ai fischi quando si perdono le partite non si sa cosa dire. Ognuno esprime il proprio disappunto come vuole, ci mancherebbe altro».
Massimo Boccucci