www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 17 settembre 2026

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di Massimo Boccucci

Due panchine saltate in quattro giornate nel campionato più scadente, discusso e sotto inchiesta del mondo rafforzano la convinzione che il calcio italiano non vede ancora neanche un barlume di luce nel tunnel della crisi di sistema. Il Bologna ha liquidato Domenico Tedesco, che si è congedato da vero signore parlando con stile ai cronisti senza scappare via come si vede di solito in un esonero. Ha pagato la sconfitta di Napoli e un punto in classifica.

La settimana scorsa la Fiorentina aveva silurato Fabio Grosso richiamando Paolo Vanoli. Ora il Bologna riparte da Raffaele Palladino che ha rescisso il contratto con l’Atalanta, ha firmato fino al 2029 e ieri pomeriggio ha diretto al centro tecnico Niccolò Galli a Casteldebole il primo allenamento in vista dell’esordio sabato al Dall’Ara col Torino.

Il presidente Saputo aveva già pensato a Palladino in estate, scegliendo poi Tedesco per la successione di Vincenzo Italiano, ma che è stato sostituito di fronte a 3 sconfitte e 2 gol segnati perché la pazienza non rientra nei canoni del calcio italiano, per quanto sempre più derelitto.

Immancabile il solito teatrino visto che l’amministratore dei felsinei, Claudio Fenucci, dal palco di Farete all’indomani della partita persa contro il Napoli aveva sottolineato come la società e la squadra fossero con Tedesco e che serviva tempo, come era stato dato anche a Thiago Motta e Italiano a suo tempo, che non avevano avuto partenze molto più brillanti.

Dalle miserie della Serie A alla scena continentale con Milan e Juve al debutto in Europa League, dopo che in Champions è partito vincendo soltanto il Como, con il pareggio della Roma e le sconfitte di Inter e Napoli.

Fischi a San Siro dove il Milan ha perso 2-0 contro il Benfica sotto gli occhi di Josè Altafini, invitato dal club rossonero come l’eroe della prima Coppa Campioni vinta nel 1963 in finale proprio contro i lusitani, e Manuel Rui Costa premiati prima della partita, oltre che di Antonio Conte.

Portoghesi a segno al 16’ con Lukebakio, poi Milan salvato dal palo al 23’ sul tiro dal limite di Sudakov e il raddoppio nella ripresa al 9’ di Kaminski, che in area ha girato in porta, per la vittoria degli ospiti che a Milano avevano perso tre volte su tre precedenti dal 1990 e l’ultima nel 2007.

Il tecnico portoghese Ruben Amorim, che nel Benfica è cresciuto da giocatore, ha vissuto la sua personalissima sfida degli affetti, è partito male dopo aver messo le cose in chiaro, dicendo l’ardito «Vogliamo vincere il trofeo», sfiorato a maggio l’anno scorso quando allenava il Manchester United, perdendo però in finale contro il Tottenham.

Oggi tocca alla Juventus che torna in Europa League e alle 21, con diretta su Sky e Now, affronta allo Stadium gli olandesi del Nec, ricordando le ultime due avventure in questa competizione con Antonio Conte nel 2014 e Max Allegri nel 2023 concluse alle semifinali.

Luciano Spalletti di fronte ai problemi subito esplosi in campionato sa che le coppe, in Europa e in Italia, possono essere un rifugio. L’avversario è stato finalista in Coppa d’Olanda e si è piazzato terzo in campionato nell’ultima stagione, eliminato dal Bodo Glimt nei playoff di Champions a fine agosto. Il Nec segna e prende tanti gol.

La strada per Milan e Juve verso la finale di Francoforte è lunghissima, ma entrambe sanno di non poter fare le comprimarie, oltre al gruzzolo che oscilla fra 30 e 50 milioni perché, come si sa, le coppe formato Ceferin sono molto business e poca meritocrazia. Un piazzamento tra le prime 8 della fase a girone unico significherebbe saltare gli spareggi di febbraio, tornando in campo a marzo.

Gli esoneri, le coppe europee e infine le grane, come quella che ha travolto Daniel Maldini. A parte l’alcol e il ritiro della patente, sul ventiquattrenne c’è il dubbio amletico se sia positivo alle sostanze stupefacenti come nel pre test salivare effettuato subito dopo l’incidente che ha provocato nella notte tra sabato e domenica non rispettando una precedenza in periferia a Milano dopo una serata in discoteca, oppure negativo come da esami effettuati a Cagliari 36 ore più tardi. Una brutta storia, che verrà chiarita dall’esito dell’esame ospedaliero eseguito su un prelievo di sangue, prima che Maldini venisse dimesso dall’ospedale Fatebenefratelli. Staremo a vedere.