www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 9 settembre 2026

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di Massimo Boccucci

Quel volpone di José Mourinho ha ironizzato alla vigilia sulle assenze e il calendario fatto da un italiano, evocando magari lo spirito di Andrea Butti, e poi s’è preso ieri sera al Santiago Bernabeu la prima di Champions League battendo 2-1 la sua vecchia Inter. Irriverente e sornione quanto basta il tecnico portoghese che si è fatto beffe dell’allievo Cristian Chivu dopo averlo punzecchiato in campo e fuori.

Mbappé e Valverde nel primo tempo hanno approfittato degli errori non da Champions di Jones in concorso con Bisseck e del portiere Martinez, che poi si è riscattato evitando quattro volte il 3-0. Nella ripresa, con i cambi, l’Inter si è presa dei rischi in campo aperto in modo consapevole e ha continuato a produrre e a sprecare, fino al gol di Carlos Augusto arrivato al 77’, praticamente troppo tardi perché stavolta non è andata come contro il Napoli. Quel che resta a Chivu è soprattutto la consapevolezza che la difesa in questo momento è un problema, avendo preso gol in tre gare su quattro.

Il primo martedì di Champions ha riservato anche il derby italiano della panchina a Oporto dove Enzo Maresca ha guidato il suo Manchester City al successo contro il Porto di Francesco Farioli, con la doppietta nella ripresa del solito Erling Haaland.

Il primo mercoledì europeo vedrà stasera al Maradona il Napoli di Max Allegri contro l’Arsenal, in testa alla Premier League insieme al Manchester City a punteggio pieno dopo tre giornate, con diretta tv su Amazon Prime Video alle 21.

Infine, in vista dello storico esordio in Champions di domani sera contro il Lipsia, il presidente del Como, Mirwan Suwarso, e i dirigenti del club lasceranno liberi i loro posti allo stadio. «Lo stadio è al completo – ha detto Suwarso – e purtroppo non possiamo accogliere tutti coloro che avrebbero voluto esserci. Abbiamo così deciso di rinunciare ai nostri posti perché siano assegnati ai tifosi che hanno aspettato più a lungo – ha concluso il presidente -, i sostenitori nati nel 1950 o prima che hanno seguito il Como in ogni epoca e categoria». Un bel gesto, più unico che raro.