www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 3 settembre 2026

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di Massimo Boccucci

Il calcio italiano non cambierà mai. Nel bel mezzo di una crisi d’identità che dura ormai da lunghi anni, senza vere svolte epocali, l’unico rito che si ripete puntualmente è il cambio dell’allenatore, fin dalle prime difficoltà. Ci possono essere ambizioni anche fortissime, oppure si cerca la salvezza, ma i presidenti non sanno andare oltre il siluro al tecnico, scaricandogli addosso ogni responsabilità.

La prima panchina che è saltata della nuova stagione appena partita è della Cremonese, in Serie B, dopo due sole giornate, oltretutto dopo aver passato il turno di Coppa Italia grazie alla vittoria al Tardini, in casa del Parma, regalandosi il Como per gli ottavi di finale.

La società del decano dei patron, Giovanni Arvedi, 89 anni, ha deciso l’esonero di Marco Giampaolo. Il successore è Fabio Pecchia, che ha già guidato i grigiorossi portandoli in A nel 2022. Il 18 marzo scorso Giampaolo aveva sostituito l’esonerato Davide Nicola, tornando alla guida dei grigiorossi 11 anni dopo la prima esperienza. Pur avendo debuttato con il successo sul Parma per 2-0, non era riuscito a salvare la squadra, che al momento del suo arrivo era terzultima in Serie A con 24 punti dopo 29 giornate.

Sotto contratto, Giampaolo era stato confermato per la B con un avvio stentato viste le due sconfitte in altrettante gare, 1-0 a Empoli e soprattutto il pesante 0-3 in casa contro il Modena. Quattro gol subiti e nessuno segnato hanno messo in allarme la società che punta all’immediato ritorno in A. Il nuovo allenatore debutterà domenica prossima, alle 19.30, in casa con il Padova.

La scorsa annata gli avvicendamenti in panchina sono stati 12 in Serie A e 15 nei cadetti. Il record di esoneri in B risale alla stagione 2011-2012 quando furono addirittura 28 in quel campionato a 22 squadre. Nel 2022-2023, con il format a 20 squadre come oggi, furono 23, saliti a 26 contando le gestioni ad interim. Vecchi vizi che non cambiano mai.