www.ilmessaggero.it 30 agosto 2026

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di Massimo Boccucci

TARANTO – L’Italia del calcio resta fuori dal podio ai XX Giochi del Mediterraneo. Se n’è andata anche la medaglia di bronzo dopo la finalina contro il Marocco che allo stadio Erasmo Iacovone di Taranto ha vinto 4-1. Gli azzurrini (l’Under 18 di Daniele Franceschini) hanno chiuso con due sconfitte le finali per l’assegnazione di un titolo, prima contro la Tunisia (3-1 in rimonta) per l’oro e poi di questa mattina (domenica 30 agosto) per il bronzo, concludendo il percorso di 5 partite in 9 giorni.

Stanchezza

«I ragazzi hanno dato tutto quello che avevano – dice il tecnico Franceschini -, con questi ritmi serrati nel giocare ogni due giorni siamo arrivati stanchi. Ma non cerchiamo alibi per ciò che riguarda il risultato. Ho fatto i complimenti alla squadra, perché queste partite comunque fanno crescere. Quando eravamo sotto 3-0 abbiamo reagito e avremmo meritato di andare anche sul 3-2, lo sforzo per provare a rientrare l’abbiamo pagato e dopo il 4-1 sono venute un po’ meno le forze. Torniamo a casa avendo immagazzinato un’esperienza importante che ci sarà utile per i prossimi appuntamenti».

La partita

Franceschini ritrova a centrocampo Olivieri e Baffoh, entrambi squalificati nella semifinale con la Tunisia, mentre al centro dell’attacco c’è Casagrande, sostenuto da una trequarti composta da Landi, Guaglianone e Rocca. Marocco in vantaggio al 9’: imbucata per Mounssef che non perdona. All’inizio della ripresa entrano Diallo per Gaffurini al centro della difesa, passando dal 4-1-4-1 al 4-3-1-2 con Giammattei e Perillo che prendono il posto di Rocca e Casagrande. Per tutta risposta il Marocco raddoppia con un destro angolatissimo di Eddaoudi che supera Sonzogni e subito dopo i nordafricani segnano ancora con Essaadi. Gli azzurrini si rilanciano con Giammattei che dopo un’accelerazione e una bella serpentina per il diagonale dell’1-3. Un destro alto di Guaglianone e un tiro da ottima posizione di Landi potrebbero riaprire la sfida, ma a un quarto d’ora dalla fine la chiude Benomar con una conclusione da una ventina di metri.