di Massimo Boccucci
Il calendario troppo fitto, con le maratone anche estenuanti e alle peggiori condizioni, sta minando il tennis internazionale e porta a brutte conseguenze, come privarsi per mesi del duello più appassionante di questo momento storico sull’asse Italia-Spagna.
Jannik rinuncia, Carlos rientra. L’Us Open non avrà il ritorno in coppia dei due fenomeni che tutti avrebbero voluto vedere nuovamente l’uno davanti all’altro. Il numero uno del mondo ha annunciato ieri ufficialmente che non ci sarà, mentre il suo rivale attualmente numero 3 del ranking si lascia alle spalle quattro mesi di stop per un infortunio serio al polso destro.
Dopo la rinuncia a Montreal e Cincinnati, la sensazione era che il murciano potesse saltare anche lo Slam newyorkese. Su Sinner, invece, si sono addensate le nubi al termine di giorni di riflessioni e valutazioni con il suo staff sul problema al ginocchio destro, immaginando che aver saltato Cincinnati potesse bastare, proprio per provare a recuperare in tempo per New York, ultimo Slam della stagione.
La speranza era quella di presentarsi a Flushing Meadows per sfidare Sinner senza partite nelle gambe ma con il polso finalmente a posto. Anche stavolta Jannik ha scelto di non correre rischi e ai social ha affidato il suo pensiero: «Nonostante l’impegno profuso con il mio team e lo staff medico – ha fatto sapere l’altoatesino -, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di non partecipare agli Us Open quest’anno. Siamo tornati in campo a Montecarlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto che ho ancora bisogno di tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro. Sono ovviamente molto triste e deluso, perché New York occupa un posto speciale nel mio cuore. Non vedevo l’ora di tornare – ha concluso Sinner – a giocare nell’atmosfera elettrizzante di fronte ai fantastici tifosi».
Una rinuncia pesante, soprattutto dopo il trionfo di Wimbledon e dopo la finale raggiunta a New York un anno fa. Il problema fisico che l’accompagna da settimane gli impedisce di andare a caccia del secondo titolo agli Us Open, dopo quello conquistato nel 2024. La priorità diventa recuperare completamente, senza forzare i tempi.