di Massimo Boccucci
Gli arbitri aprono la stagione con la corsa per la presidenza dell’Aia, gli incontri per catechizzare le squadre e le regole con qualche novità anche rispetto all’ultimo Mondiale,
La sfida per la successione di Antonio Zappi, decaduto ufficialmente il 13 maggio scorso, è apertissima. Appuntamento il 10 ottobre per il confronto alle urne, in questo momento a due salvo un terzo polo, tra l’attuale reggente Francesco Massini, vicepresidente vicario, e Narciso Pisacreta, ex assistente internazionale e soprattutto ex vicepresidente della presidenza di Marcello Nicchi, che ha presentato la sua candidatura con il motto «Tecnica arbitrale, riforme, indipendenza e credibilità».
Con lui, come vice, due ex di Zappi: il vicario Marco Falso, attuale coordinatore del Settore Tecnico piazzato in quel posto da Zappi e Massini, ed Emanuele Marchesi, componente del Consiglio Nazionale dell’ex presidente che venne squalificato per la vicenda Ciampi-Pizzi.
Dall’altra parte, con Massini e Michele Affinito, vice con Zappi e destinato in caso di elezione a diventare il vicario, e Calogero Castellino. Insomma, un rimpasto come si vedere fare in politica.
Non si esclude un terzo polo tra i delusi e quelli ai quali i due attuali schieramenti non convincono. Anche in questo caso, potrebbero comunque non esserci stravolgimenti epocali rispetto alle ultime presidenze Aia.
Intanto, alla vigilia del campionato, che scatterà sabato con quattro partite, sono state sostituite le convocazioni in hotel di dirigenti, allenatori e capitani da una call organizzata dalla Lega di Serie A, annunciandone un’altra prevista durante la sosta di settembre per le Nazionali.
Nel frattempo, le 16 squadre non in Champions ricevono la visita di un arbitro che spiega le regole come previsto per la Licenza Uefa, mentre Inter e Como hanno ricevuto la visita di Nicola Rizzoli e Roma e Napoli quella del capo degli arbitri Uefa, Roberto Rosetti.
Tra i vertici della Lega presente, con il presidente Ezio Simonelli e l’amministratore delegato Luigi De Siervo, anche il discusso responsabile dell’ufficio competizioni Andrea Butti, che gestisce per esempio i calendari con anticipi e postici e sta, come anima interista ricordandone i trascorsi di 11 anni nel club nerazzurro, nelle intercettazioni definite da molti come minimo imbarazzanti rientrate nel caso Rocchi.
Riepilogate le novità già viste ai Mondiali e su due l’Italia, come la Uefa, andrà per conto suo, visto che non saranno da cartellino rosso lasciare volontariamente il campo e coprirsi la mano con la bocca durante un diverbio con un avversario.
Il designatore Daniele Orsato, che ama farsi chiamare allenatore degli arbitri, ha puntualizzato di aver detto ai suoi che non sono cronometristi riferendosi ai 10 secondi che serviranno per i cambi, pena almeno 60 secondi fuori per chi entra.
In caso di fuorigioco chiaro ed evidente, senza possibilità di differenti interpretazioni, l’assistente riceverà una comunicazione e potrà alzare la bandierina senza aspettare la fine dell’azione.
Novità dalla Lega: il cronometro presente allo stadio non si fermerà alla fine di ciascun tempo, cioè al 45’ e al 90’, ma proseguirà per tutto il recupero, anche oltre quello che verrà segnalato dal quarto uomo.
Per il direttore generale dell’Atalanta, Umberto Marino, è una perdita di tempo la spiegazione in campo durante la partita di una decisione arbitrale dopo revisione al Var. Ma De Siervo ritiene che il pubblico allo stadio non sempre percepisce cosa sta succedendo, rispetto a chi è davanti alla tv, e che è sempre complicato tornare un po’ indietro.
Infine, il coordinatore dei club è al momento il direttore tecnico Domenico Messina ad interim ma girano diversi nomi, per esempio Eugenio Abbattista legato a Orsato, e la nomina spetta alla Figc con la Lega di Serie A che vuole avere voce in capitolo.