www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 14 agosto 2026

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di Massimo Boccucci

Dariya Derkach ha 33 anni, è nata in Ucraina e si è trasferita nel 2002 a Pagani, in provincia di Salerno. Gareggia per l’Aeronautica Militare. Ha avuto pienamente ragione il torinese Alessandro Nocera che dal 2021 l’allena a Formia in provincia di Latina, nel dire apertamente «credo che Dariya abbia le possibilità per andare a medaglia e, se mi chiedete quale, io penso a quella più importante».

Pronostico azzeccatissimo. La sua allieva, in grande spolvero fisico ma soprattutto mentale, ha dominato ieri con autorevolezza una finale ventosa del salto triplo agli Europei di atletica leggera a Birmingham, vincendo la medaglia d’oro nel quarto tentativo da 14,60 metri, con vento +1,9, per il suo nuovo primato personale nell’andare oltre il 14,52 realizzato nel 2023.

Dariya ha dettato legge, facendo capire subito che sarebbe stata protagonista senza mettersi limiti e puntando al massimo per vivere quella che ha definito come la «serata più bella della mia carriera».

Alle spalle tre interventi chirurgici l’anno scorso e una convinzione fortissima tra «la voglia di riscatto e la fiamma dentro ancora accesa», come lei stessa ha rimarcato. Non è più tornata in Ucraina dall’inizio del conflitto con la Russia nel 2022, seguendo a distanza con preoccupazione il destino del suo Paese d’origine, dove vivono ancora alcuni suoi parenti.

È il primo successo azzurro femminile in questa specialità: fino a ieri sera il miglior risultato era l’argento di Simona La Mantia a Barcellona 2010.

L’Italia dopo la quarta giornata è salita a quota 6 podi, col secondo posto nel medagliere grazie a 3 ori, 2 argenti e un bronzo.