www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 31 luglio 2026

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di Massimo Boccucci

L’Europa prova a fermare Gianni Infantino, il potentissimo presidente della Fifa in preda al delirio di onnipotenza e ancor più gasato, evidentemente, dall’idea oscena di Donald Trump di immaginarlo come nuovo segretario generale dell’Onu, come ha detto pubblicamente il presidente americano.

Infantino vuole restare alla Fifa, ma si sta muovendo su un campo minato tra il piano per allargare a 64 le Nazionali al prossimo Mondiale del 2030 in Uruguay, raddoppiando il numero dalle 32 fino al 2022 e dopo le 48 dell’ultimo da poco finito, e la svolta verso un liberismo sfrenato, immaginando la “privatizzazione” della Coppa del Mondo per incassare soldi a iosa. Privatizzare per guadagnare sempre di più, espressione orrenda.

Le 55 Federazioni europee si sono riunite ieri con i vertici dell’Uefa e hanno deciso all’unanimità di attuare una protesta clamorosa: non partecipare a nessun torneo Fifa finché Infantino non ritirerà la proposta. La prima competizione Fifa in programma è il Mondiale femminile Under 20, in Polonia dal prossimo 5 settembre, poi ci sarà a ottobre il playoff Mondiale donne, che coinvolge pure l’Italia.

Dall’Europa sono arrivati segnali fortissimi. L’Uefa guida la rivolta, un po’ per far vedere che esiste dopo tutti i danni tra la vicenda Superlega, le ingerenze in Italia e la formula Champions, e le ambizioni personali del presidente Aleksander Čeferin, che potrebbe essere spinto a partecipare ai tentativi per defenestrare Infantino e prenderne il posto di capo della Fifa.

In una lettera inviata alle 211 Federazioni affiliate alla Fifa, Infantino gioca forte sul metodo persuasivo dei soldi, spiegando chiaramente che chi aderisce al progetto riceverebbe immediatamente 20 milioni di dollari una tantum, mentre i pagamenti annuali per i successivi 4 anni aumenterebbero da 2 a 5 milioni di dollari. In caso di rifiuto – ecco la velata minaccia -, i fondi per le Federazioni si ridurrebbero del 75 per cento. L’ultimatum scadrà il 19 settembre.

L’Uefa è decisa a opporsi. Boccia il progetto, sostenendo che nessuna riforma e di sfruttamento commerciale si può avviare senza condivisione generale. Sulla linea del dissenso c’è anche European Leagues, l’associazione di 37 leghe professionistiche europee, che parla apertamente di «processo opaco» e «proposta unilaterale». Infantino sta cercando di portare dalla sua parte le singole Federazioni di tutto il mondo, facendo leva sui quattrini del presente al di là degli scenari nefasti del futuro.