Il Messaggero Umbria 26 luglio 2026

IL FURTO

GUBBIO Un colpo in quattro minuti, tanto è bastato per scardinare in piena notte la porta d’ingresso al “Compro oro pago in contanti”, in via Madonna di Mezzo Piano nella zona Shangai alle porte del centro, e tirare via dalle pareti del negozio due casseforti a muro, una grande e una piccola che contenevano preziosi e valori. Hanno agito in quattro, a volto coperto dal passamontagna, ed evidentemente sapevano benissimo cosa fare, dove andare a colpire e come dileguarsi. I malviventi sarebbero arrivati a bordo di un potente Suv, con il quale si sono dati alla fuga e hanno fatto perdere le tracce subito dopo il furto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Gubbio e il proprietario del negozio, allertati dai dispositivi di sicurezza. È intervenuto anche il servizio di vigilanza addetto al controllo notturno dei negozi. Il titolare ha riferito ai militari di un ingente ammanco di valori rubati e di danni notevoli agli interni dell’attività, al punto da dover prendersi qualche giorno per rimettere tutto a posto prima di poter riaprire al pubblico. Non è la prima volta che questo esercizio viene preso di mira dai ladri, che avevano già colpito nell’aprile 2021.

Infine, in un servizio antidroga dei carabinieri è stata tenuta sotto osservazione un’auto sospetta nel quartiere cittadino di San Pietro. Al volante dell’auto di grossa cilindrata c’era un cittadino straniero, dell’est Europa, accompagnato in caserma per accertamenti e successivamente arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. L’arresto è stato convalidato dal giudice del tribunale di Perugia, che lo ha rimesso in libertà con giudizio rinviato a settembre. L’uomo è stato trovato in possesso di un migliaio di euro e delle chiavi di una seconda auto parcheggiata in una via a ridosso del centro storico. All’interno della vettura parcheggiata sono stati rinvenuti dieci involucri di cocaina nascosti in un pacchetto di sigarette e il necessario per il confezionamento.

Massimo Boccucci