www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 25 luglio 2026

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di Massimo Boccucci

Paolo Maldini e Leonardo hanno scelto Andrea Pirlo per la panchina della Nazionale. E Pirlo non si è fatto pregare, a differenza di Pep Guardiola che com’era prevedibile ha detto di no e di Gigi Buffon che non se l’è sentita di tornare dopo il tristissimo epilogo in Bosnia con la terza eliminazione consecutiva dal Mondiale.

Giovanni Malagò avrebbe voluto Roberto Mancini, che però ha trovato il muro di larga parte dei presidenti della Serie A e anche degli stessi Maldini e Leonardo, che per il piano B hanno virato con decisione su Pirlo, al di là del curriculum eccellente sul campo e fin qui molto meno in panchina.

La suggestione Guardiola è svanita del tutto quando ha esternato il «grazie, sono onorato, ma in questo momento non me la sento». Il tecnico catalano ci ha pensato e ripensato, sino a far prevalere la ragione perché le condizioni del calcio italiano sono talmente comatose da non poter rischiare oltremodo.

Può far comodo tirare in ballo l’idea che Pep voglia solo staccare la spina, ma sarebbe veramente riduttivo. Di fronte a una possibilità professionale seria, vera e competitiva si sarebbe fatto tentare volentieri, ma l’Italia oggi è il Titanic sul fondo dell’oceano.

Le candidature di Mancini e Conte erano nel solco dell’usato sicuro, però Maldini e Leonardo vogliono azzerare tutto e ribaltare la storia. Per questo su Pirlo nuovo commissario tecnico si attende l’ufficialità, anche se questo rischiatutto può creare imbarazzi a un vincente come Malagò, che è abituato a giocare con gli assi di briscola.

Quando il direttore tecnico e l’advisor hanno fatto sapere che per la panchina dell’Italia si deve prendere il migliore di tutti condividendo gioco e filosofia calcistica, oppure qualcuno che ragioni come loro due, con cui ci sia armonia e che condivida le loro idee, si è capito che senza Guardiola avrebbero spinto su Pirlo, che vedono come la base per il progetto di rinascita del calcio italiano, sebbene non si capisca per ora su quali certezze ci si basi.

L’impressione è che Mancini o Conte non siano malleabili, rispetto al profilo più giovane di Pirlo che proporrà un calcio più moderno e sarebbe anche aperto a eventuali consigli e indicazioni. Il percorso di Pirlo allenatore, fin qui, è stato allucinante, però Maldini pensa positivo e reputa che il fuoriclasse in campo si porti dietro la visione calcistica che giustifichi la scommessa. Malagò ha rinunciato a Mancini. Il futuro dirà se in questo casting c’è stato un torto o una ragione.