di Massimo Boccucci
La Nazionale dall’anagrafe più verde, con le stelline diciannovenni Lamine Yamal e Pau Cubarsì eletto miglior giovane, si prende il tetto del mondo. Splendida Spagna che al New York New Jersey Stadium è tornata a vincere il Mondiale dopo 16 anni e raccoglie i frutti di tanta semina perché sa valorizzare i talenti, cerca la qualità e non guarda la carta d’identità. Nel 2010 in Sudafrica decise contro l’Olanda un gol di Iniesta nei tempi supplementari, stavolta ha trovato il colpo di Ferran Torres entrato dopo un’ora e giustiziere al primo minuto del secondo tempo supplementare.
Per la seconda volta nella storia, la Spagna ha vinto l’Europeo e il Mondiale nel giro di due anni e con 38 partite senza sconfitte ha stabilito la nuova striscia positiva più lunga, superando l’Italia ferma a 37. L’Argentina si è dovuta arrendere allo strapotere del gioco delle Furie Rosse, belle e manovriere anche senza un centravanti di peso, sperando invano che Leo Messi potesse spingerla fino in fondo come aveva fatto dalla prima partita. Alla fine il tributo per la Pulce c’è stato ed era doveroso.
Luis de la Fuente ha giocato al meglio tutte le carte, impostando una gara di dominio, mentre Lionel Scaloni non è stato aiutato dalle condizioni fisiche dei difensori e non ha neanche giocato la carta Lautaro, fino a perdere Enzo Fernandez al 93’ per il secondo giallo con il destino evidentemente segnato nell’extra time.
Sergio Ramos, un eroe della Roja del 2010, ha portato la Coppa del Mondo anticipando l’ingresso sul terreno di Donald Trump, fischiatissimo nel New Jersey in mano ai Democratici, e Gianni Infantino, criticatissimo pure lui per tutta la competizione, poi affiancati dal Re Felipe VI per la premiazione. La Spagna ha fatto il pieno anche dei premi individuali, dal portiere Unai Simon che ha preso un solo gol a Rodri miglior giocatore del Mondiale che ha alzato il trofeo.
Questa edizione dei Mondiali ce la ricorderemo per tante storture, compresa la durata dell’intervallo di 27 minuti e 27 secondi per uno spettacolo musicale, senza precedenti nella storia del calcio e alla faccia del regolamento. La Spagna è andata oltre anche a questo.